Il numero delle vittime dell’Hotel di Rigopiano che qualche giorno fa è stato distrutto da una valanga provocata dal terremoto è salito ulteriormente. Attualmente sono in ventiquattro ad aver perso la vita nel tragico accaduto: i Vigili del Fuoco hanno infatti estratto i corpi senza vita di due donne e un uomo, che però non sono stati ancora identificati.

Con il ritrovamento di altre tre vittime, almeno per il momento il numero dei dispersi scende a cinque mentre sono undici le persone estratte vive dalle macerie sepolte dalla neve. Nelle ore precedenti erano invece stati identificati i corpi dell’amministratore del Gran Sasso Resort Roberto Del Rosso, del receptionist Alessandro Riccetti ma anche quelli di Paola Tomassini, Stefano Feniello, Marco Vagnarelli e Piero Di Pietro.

E mentre le prime autopsie rivelano che le vittime sono morte soprattutto per schiacciamento unito ad ipotermia e asfissia, il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni riferisce al Senato della Repubblica che i soccorritori intervenuti all’Hotel di Rigopiano sono stati esemplari, nonostante le difficoltà oggettive delle prime ore abbiano costretto a ritardare gli aiuti. “L’albergo è stato raggiunto alle 4:30 del mattino. Da allora è stato messo in atto ogni sforzo possibile umano organizzativo e tecnico per raggiungere la struttura, per trovare i dispersi e cercare di salvare vite umane. Abbiamo mostrato una capacità di reazione del sistema all’altezza di un grande paese. Nella nostra memoria rimarranno impresse le immagini dei lutti che ci hanno colpito ma anche le immagini dei soccorritori, cittadini italiani esemplari, due di loro hanno perso la vita“, queste, fra le altre, le parole del Premier.

E per quanto riguarda presunte responsabilità, Gentiloni precisa ulteriormente: “Ci sono stati ritardi, malfunzionamenti, responsabilità? Saranno le inchieste a chiarire questo punto. La verità serve a fare meglio, ma non ad avvelenare i pozzi. Non condivido la voglia di capri espiatori e giustizieri“.