Ancora “turismo macabro” all’Hotel Rigopiano dove il 18 gennaio una slavina ha travolto decine di persone causando vittime e feriti. Una tragedia senza fine a cui adesso si aggiunge un tassello inquietante, quello dei “turisti” che si intrufolano nell’area posta sotto sequestro. Gli intrusi, infatti, dopo essere stati sorpresi, in compagnia di due bambini e di un uomo sanguinante alla testa (forse dopo essersi ferito tra le rovine), sono stati identificati attraverso i numeri di targa delle loro auto parcheggiate. Poi sono stati denunciati alla Procura di Pescara dal tecnico comunale Enrico Colangeli, nominato custode giudiziale dell’area sotto sequestro.

Rigopiano, si intrufolano nell’area sotto sequestro

I familiari delle vittime del Rigopiano hanno denunciato anche la presenza di foto – scattate nei pressi del sito sotto sequestrato – postate su Facebook. Continua, dunque, il turismo nei luoghi devastati dal terremoto e dalla slavina che si è abbattuta sul Rigopiano: una tragedia su cui non è stata fatta del tutto chiarezza. Troppi interrogativi.

Rigopiano, troppi interrogativi sulla tragedia

Perché gli ospiti si trovavano in quell’hotel con una condizioni meteorologica così preoccupante? Perché le strade non erano state liberate dalla neve? Perché il primo SOS è stato sottovalutato? Perché la macchina dei soccorsi si è attivata così tardi?