Giallo intorno ai conti sequestrati alla famiglia Riina: in tutto sarebbero 38, fra correnti bancari e postali, titoli e libretti di risparmio, ma al loro interno i carabinieri dei Ros e la Compagnia di Corleone hanno trovato pochi euro.

Inevitabile dunque per le autorità chiedersi dove siano finiti i proventi della famiglia con cui vengono gestite le varie attività.

Se lo chiede anche il tribunale Misure di prevenzione presieduto da Raffaele Malizia, secondo il quale “i nuclei familiari dei figli di Riina risultano non avere la disponibilità di redditi sufficienti a far fronte anche alle sole spese necessarie per il sostentamento degli stessi; ne consegue che in tale situazione, qualsiasi, pur minimo, accumulo di risorse, risulta del tutto ingiustificato”.

Mentre la famiglia risponde alle accuse della stampa con affermazioni polemiche sui social network, la procura di Palermo e i carabinieri nel frattempo si sono messi alla ricerca degli eventuali prestanome, cercando di ricostruire i movimenti effettuati dai conti.

Particolare interesse riveste la figura di Salvo Riina, figlio di Salvatore, il quale rivestiva una posizione di trading on line presso la Ing Direct Nv.

Per avere tutte le risposte del caso bisognerà aspettare il 15 novembre, data in cui i giudici del tribunale delle Misure di prevenzione hanno convocato la famiglia dei Riina.