Dopo le polemiche per le ferie record dei parlamentari nel mese di dicembre, si alza un nuovo polverone su una decisione da parte del governo. Questa volta al centro delle discussioni c’è la questione dei rimborsi ai partiti, con una scelta che ha già scatenato le ire da parte del Movimento 5 Stelle.

È stata approvata dall’Ufficio di Presidenza della Camera una delibera che farà ricevere ai partiti politici dei rimborsi elettorali per un totale di 10 milioni e soltanto per quanto riguarda l’annata 2015. Lo sblocco di questa somma è possibile grazie alla legge Boccadutri e a beneficiarne saranno quei partiti i cui rendiconti relativi al 2013 sono stati considerati regolari e che poi hanno presentato i rendiconti anche nel 2014.

A opporsi fermamente a questa decisione sui rimborsi elettorali sono stati i due rappresentanti del Movimento 5 Stelle presenti nell’Ufficio di Presidenza della Camera. Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro in protesta all’approvazione della delibera hanno abbandonato l’Ufficio e non solo. I due hanno anche messo in discussione la legittimità di tale scelta e hanno richiesto il parere da parte dell’Avvocatura della Camera, che però ha risposto in maniera negativa.

Luigi Di Maio, dopo aver abbandonato la riunione, sulla delibera che permette i rimborsi ai partiti ha dichiarato: “È assurdo e umiliante ratificare una legge che elude i controlli”.

Di Maio ha quindi aggiunto: “La legge Boccadutri è una delle più ignobili di questa legislatura. Ricordo che è stata votata in un giorno alla Camera e in un giorno al Senato a dimostrazione che il bicameralismo paritario, quando si vuole, lo si fa funzionare in tempi record. Adesso cercheremo altre strade per bloccare questa erogazione di denaro. Dopo che l’ufficio di presidenza esplicherà tutte le procedure ci sarà un bonifico da parte della camera nelle prossime 48 ore. Noi diffideremo la Camera dal fare questo bonifico”.

Non sono però bastate le proteste da parte dei grillini. Una volta che loro hanno lasciato l’ufficio, la decisione è stata approvata all’unanimità, permettendo così ai partiti di avere 10 milioni di euro in rimborsi, cui presto potrebbero aggiungersene altri 6 milioni, visto che è prevista per i prossimi giorni una votazione analoga per quanto riguarda il Senato.