Non c’è pace per la Regione Lombardia. Altri 37 consiglieri sono indagati nell’inchiesta sui presunti rimborsi illeciti al Pirellone, coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dai pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio. Con loro, salgono a 62 i  politici lombardi finiti nel mirino della procura per le “spese pazze” rimborsate tra il 2008 e il 2012 con i soldi destinati ai gruppi consiliari. Tre erano finiti nel registro degli indagati a ottobre, altri 22 hanno ricevuto l’invito a comparire nei giorni scorsi. Anche se molti di loro, come Nicole Minetti, hanno preferito non presentarsi in Procura.

Ironico Roberto Formigoni su Twitter. “Primo giorno di campagna elettorale: 62 indagati fra consiglieri-ex consiglieri di maggioranza. Cosa aspetta l’opposizione ad autodenunciarsi?” scrive il governatore. Anche gli ultimi indagati, infatti, sono tutti consiglieri di Pdl e Lega, appartenenti alla sua maggioranza. O, almeno, a quella che era la sua maggioranza visto che mercoledì si è tenuta l’ultima seduta di questa legislatura a Palazzo Lombardia (foto by Infophoto) dopo lo scioglimento del Consiglio. Tra di loro Renzo Bossi, il cui nome era già saltato fuori, e l’ex compagna di partito, Rosi Mauro. Solo 4 i consiglieri di maggioranza non indagati: Mariastella Gelmini, Viviana Beccalossi, Enzo Lucchini e Franco Nicoli Cristiani, coinvolto però in un’altra inchiesta per peculato come ex assessore.