La sentenza della Corte Costituzionale entra in vigore oggi, a seguito della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale entra a pié pari nell’agenda economica del governo Renzi. Ieri abbiamo scritto che il peso di questo macigno avrebbe appesantito i conti italiani del 2015 per 15 miliardi di euro – 5 per ogni anno dal 2013 al 2015. Questa stima a quanto sembra, sarebbe approssimata per difetto, perché secondo i conti definitivi della Ragioneria dello Stato, lo sblocco delle indicizzazioni delle pensioni Inps costerebbe al Tesoro 19 miliardi di euro.

Un macigno che porterebbe il deficit italiano per l’anno in corso – le regole europee impediscono di scaricare i maggiori oneri sugli esercizi precedenti – al 3,9% e porterebbe l’Italia al commissariamento europeo. Per evitare questa situazione, il governo Renzi starebbe pensando di pagare durante l’anno in corso solo 4 miliardi, prevedendo rimborsi totali solo sotto i 1.500 – o almeno al 90-95% -, parziali fino ai 3.000 euro, e nulli sopra questa cifra – si parla ovviamente di pensioni lorde. A questa misura si dovrebbe affiancare, con ogni probabilità, una rateazione dei rimborsi. In ogni caso la soluzione arriverà dopo le elezioni regionali – previste per il 31 maggio – perché su questo tema i partiti del governo rischierebbero una scoppola. L’exit strategy dovrebbe essere già stata comunicata a Bruxelles e dovrebbe essere contenuta in un decreto legge che probabilmente arriverà in consiglio dei ministri il 3 giugno e rimodulerà l’intervento del 2011.

Un ultimo aspetto da evidenziare è che non è ancora chiaro il meccanismo con cui verranno pagati gli “arretrati“. Secondo la Consulta il processo dovrebbe essere automatico, mentre secondo l’esperto di Welfare Giuliano Cazzola dice che i pensionati dovrebbero presentare un’istanza all’Inps e solo il caso di rigetto dell’ente previdenziale si dovrebbe far partire un ricorso. Con ogni probabilità il provvedimento che passerà in consiglio dei ministri dovrebbe occuparsi anche di questo punto. Noi in ogni caso vi terremo aggiornati sull’argomento come abbiamo fatto finora.