Il premier Matteo Renzi è intervenuto ai microfoni di Repubblica Tv e ha dato diversi spunti al dibattito politico. Il tema più caldo di questi giorni è ovviamente la sentenza della Consulta che ha bocciato la mancata indicizzazione delle pensioni Inps voluta dal governo Monti. Secondo il premier, “La sentenza della Consulta non dice che bisogna pagare domani tutto. Dice che il governo può intervenire, ma sappia che se interviene in quel modo è incostituzionale. Può darsi che la sentenza offra dei margini, studieremo le carte nel dettaglio, lo sappiamo dal 30 aprile, prendiamoci il tempo necessario per evitare di fare degli errori come chi ci ha preceduto.

Questa soluzione pone “un problema di conti pubblici” che comunque “è ampiamente alla portata e alla nostra capacità di risolverlo“. Per ora però il premier non dà informazioni sulle soluzioni possibili, l’unica sicurezza è che studieremo una soluzione per continuare a essere credibili a livello europeo: non cambieranno i saldi” della manovra. Matteo Renzi non dice nemmeno se il decreto arriverà prima o dopo le Regionali “non do tutta questa importanza al voto in sette regioni, non sono le Europee dove hanno votato in 60 milioni di italiani“. Il premier coglie l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Ce l’ha con chi, come “Brunetta o la Meloni” ora lo criticano, ma hanno votato in parlamento la norma del governo Monti che bloccava l’indicizzazione delle pensioni Inps – mentre “io all’epoca facevo il sindaco…“.

Il premier è andato anche su altri temi. Ha bocciato il progetto sul “reddito di cittadinanza come un reddito per tutti, da Agnelli in giù” – lo ha giudicato “una follia” (e ora siamo in attesa delle reazioni dal M5S). L’Ultimo spunto è legato alla legge elettorale: “Mi hanno detto che l’Italicum era una svolta autoritaria, e mi hanno proposto il Mattarellum. Con quel sistema il Pd delle europee o il Berlusconi del 2008 avrebbero avuto la gran parte dei collegi: il Pd delle europee avrebbe preso 511 seggi su 630. Con l’Italicum prendi al massimo 340 seggi“. Insomma, secondo Renzi “se avessimo guardato al nostro interesse ci saremmo fatti l’uninominale, avendo guardato all’interesse del Paese abbiamo fatto il doppio turno“.