In quattro complesse mosse gli americani della Titan Salvage e gli italiani della Micoperi si preparano a compiere un’impresa storica: rimuovere la Costa Concordia intera entro 12 mesi.

Il progetto presentato da queste due aziende, la prima specializzata nel recupero di relitti e l’altra nella costruzione di piattaforme petrolifere, che si dicono sicure di poter ristabilire l’ordine addirittura entro il tempo massimo preventivato, si parla infatti di febbraio come mese termine dei lavori.

L’idea di questa impresa è quella di ridurre al minimo i rischi per l’ambiente grazie proprio alla rimozione per intero della nave che altrimenti potrebbe rischiare, spezzandosi, di inabissarsi.

Ecco perché la prima fase sarà concentrata proprio sull’analisi della vegetazione intorno alla nave, così da rimuoverla e conservarla per poi riposizionarla al suo posto naturale, una volta rimossa la Concordia.

Si proseguirà dunque con la stabilizzazione della nave per evitare che finisca in fondo al mare, dove poi sarebbe davvero complesso recuperarla.

Dovremmo essere così giunti al 31 agosto.

Inizia così la terza fase che prevede la costruzione di una piattaforma sulla quale la Concordia andrà ad appoggiarsi una volta che verrà raddrizzata grazie all’impiego di cassoni pieni d’acqua e il riempimento con l’aria.

Una volta dritta potrà essere trainata via dall’isola.

Il costo delle operazioni, a carico di Costa Crociere e delle sue assicurazioni, è di circa 300 milioni di euro.