Il ministro della Giustizia del Brasile Alexandre Moraes ha confermato che la polizia ha arrestato oggi 10 persone sospettate di far parte di un gruppo affiliato allo Stato Islamico intento a pianificare un attentato durante lo svolgimento delle Olimpiadi di Rio 2016.

La manifestazione sportiva si terrà il prossimo mese e contestualmente le misure di sicurezze sono state innalzate ai massimi livelli.

I membri del gruppo, in realtà scarsamente organizzato, sono tutti cittadini brasiliani che si tenevano in contatto via internet tramite servizi di messaggistica quali WhatsApp (bloccato nuovamente nei giorni scorsi, ma è incerto il collegamento) o Telegram; tuttavia i dieci non si conoscevano personalmente l’un l’altro e non si erano ancora incontrati.

L’organizzazione non aveva contatti diretti con Isis, anche se alcuni membri si erano resi protagonisti di dichiarazioni di alleanza con il gruppo islamista – per quanto siano state definite come dei pro forma.

I ritrovi online dei 10 arrestati avvenivano sotto il nome dei “difensori della Sharia”: il piano dell’organizzazione consisteva nell’acquisto di armi per commettere crimini in Brasile e forse anche all’estero.

Durante la conferenza stampa il ministro ha ammesso che si tratta di una cellula del tutto amatoriale priva di struttura o preparazione, che è stata fermata solo perché aveva iniziato a passare all’azione, visitando luoghi in cui venivano venduti fucili automatici.

Il presidente ad interim Michel Temer ha chiesto una riunione d’emergenza del suo gabinetto dopo gli arresti, i primi avvenuti dopo l’entrata in vigore della nuova legge antiterrorismo, approvata proprio per salvaguardare la sicurezza delle Olimpiadi di Rio 2016.