La ripresa economica passa anche per l’aumento quantitativo di contributi che i lavoratori dipendenti starebbero versando nelle casse dell’INPS. Un aumento che nei primi nove mesi di quest’anno avrebbe fatto registrare un +2,5 per cento, fino a far incamerare all’ente previdenziale un totale di circa 76,5 miliardi di euro. E tutto questo sarebbe avvenuto nonostante non sia poi stato effettuato l’introito dovuto allo sgravio inizialmente previsto nella legge di stabilità (1,4 miliardi di euro).

Un dato che secondo Gabriella Di Michele, direttrice dell’INPS, è un segnale eclatante sul fatto che la ripresa economica ci sarebbe e che la si vedrebbe soprattutto nel settore del lavoro dipendente. A contribuire al dato assolutamente positivo sarebbe stato anche il netto aumento di contributi sulla prosecuzione volontaria (+10 per cento), un metodo grazie al quale molti lavoratori non sono andati ancora in pensione ma sono comunque usciti dal mercato professionale.

Sarebbero aumentati anche i contributi versati dai parasubordinati (da 5,2 a 5,5 miliardi di euro) mentre, in controtendenza, sarebbero in calo i contributi versati dai lavoratori domestici (somma che passa da 740 milioni di euro a 720). Si stima, inoltre, che nel complesso le entrate contributive di tutti i lavoratori (di qualunque genere essi siano), sarebbe aumentata dell’1,33 per cento. Altro segnala che la ripresa economica inizierebbe a farsi sentire.

Ottimo il risultato della riscossione via amministrativa dei crediti per l’INPS, che nei primi nove mesi dell’anno presi in considerazione avrebbe fatto raggiungere la cifra di 3,1 miliardi, con un aumento, rispetto al 2014, del 3,3 per cento.