Biochimico e scrittore sovietico naturalizzato statunitense, Isaac Asimov nasce il 2 gennaio 1920 a Petrovichi. Presto trasferitosi negli States con la famiglia, si appassiona alla fantascienza in giovane età, divenendo un assiduo lettore delle riviste di “Science Fiction”.

Il suo esordio letterario coincide grossomodo con quella che è stata definita ‘L’Età d’oro della fantascienza americana’, ovvero gli anni quaranta del Novecento. Nel 1939 pubblica il racconto “Naufragio al largo di Vesta” , mentre l’anno seguente esce “Robbie”, primo dei fortunati romanzi del Ciclo dei Robot.

Laureato prima in chimica, poi in filosofia, le sue opere sono oggi considerate una pietra miliare sia nel campo della fantascienza che in quello della divulgazione scientifica. In particolare, la sua fama si lega al felice connubio tra invenzione letteraria e verità scientifica, che rende i suoi libri ‘specchi di un futuro possibile’. Egli fu tra i primi a puntare sulla plausibilità scientifica delle sue storie, non mancando tuttavia di inserirvi ampie riflessioni sociologiche e futuristiche sul destino dell’umanità.

Le sue storie raccontano le vicende dell’umanità a partire dal periodo della robotizzazione e informatizzazione della società, fino ad arrivare a circa 50.000 anni nel futuro, con la colonizzazione del sistema solare, l’espansione della vita umana  nello spazio, la fondazione di un Impero Galattico, il suo crollo e la successiva rinascita ad opera delle Fondazioni, sempre sotto la guida dei numi tutelari dell’umanità, ovvero le I.A. (intelligenze artificiali).

Quella di Asimov è una produzione sterminata, tanto che le sue opere vengono comunemente raggruppate in ‘cicli’, ognuno dei quali comprende un certo periodo ‘storico’. Tra le sue opere di maggior successo vanno certamente ricordati i libri appartenenti al ciclo sul futuro della robotica, a partire da Io, Robot, raccolta di nove racconti scritta tra il 1940 e il 1950 e incentrata sulla difficile relazione tra i robot positronici e il genere umano. L’opera di maggiore successo di Asimov è tuttavia il Ciclo delle Fondazioni, serie di racconti, scritti tra il 1942 e il 1949, incentrato sulla caduta di un immaginario Impero Galattico, quindi suddivisa nei volumi “Cronache della Galassia”, “Il Crollo della Galassia Centrale” e “L’altra faccia della Spirale”. Da segnalare anche La fine dell’eternità (The End of Eternity, 1955), probabilmente la migliore opera sui viaggi nel tempo mai scritta; Neanche gli dei (The Gods Themselves, 1972), vincitore del premio Hugo; Viaggio allucinante (Fantastic Voyage, 1966) e Destinazione cervello (Fantastic Voyage II: Destination Brain, 1987).

Ai libri di Asimov sono ispirati film di successo quali “Io robot” con Will Smith e “L’uomo bicentenario” con Robin Wiliams.