Detraibili al 55% i bonifici effettuati dai privati nel 2011 per pagare anticipi su opere per il risparmio energetico da effettuare il prossimo anno.

Il contratto di appalto o di fornitura con posa in opera con l’impresa costruttrice, l’idraulico eccetera, deve prevedere specifiche garanzie per la corretta esecuzione dei lavori successivi ai pagamenti.

La scadenza del 31 dicembre 2011 per i pagamenti non riguarda solo gli interventi per il risparmio energetico, ma anche le ristrutturazioni edilizie, in quanto l’agevolazione del 36% potrebbe subire il taglio del 5% nel 2012, se entro il 30 settembre 2012 non sarà approvata la riforma fiscale prevista dalla manovra estiva 2011 (legge 111/2011).

Si ricorda che non sono agevolati solo i pagamenti effettuati quest’anno per i lavori o i servizi professionali già eseguiti (ad esempio, la consulenza per il progetto), ma anche i bonifici effettuati quest’anno a titolo di anticipo – o addirittura di saldo – su lavori ancora eseguire o da terminare.

In questi casi, la normativa dei contratti di appalto prevede già che il committente di un’opera abbia il diritto di verificarla solo al termine dei lavori da parte dell’appaltatore e ”prima di ricevere la consegna” dell’opera compiuta (art. 1665, Codice civile). Quindi nel contratto, va indicato che l’eventuale pagamento anticipato per lavori ancora da eseguire non sottintende l’accettazione senza riserve dell’opera eseguita. Da tenere presente, infatti, che solo il collaudo finale conferma il passaggio del rischio per il perimento o il deterioramento dell’opera (art. 1673, Codice civile) e la liberazione dell’appaltatore dalla responsabilità per i vizi palesi (art: 1667, Codice civile).

Non finisce qui. Nei contratti di appalto, d’opera, di fornitura con posa in opera o di acquisto dei beni agevolati, il committente può chiedere che gli anticipi o gli acconti pagati siano contrattualmente considerati delle caparre confirmatorie (art. 1385, Codice civile): ”se la parte che li ha ricevuti è inadempiente, l’altra può recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra”.

Per concludere, il committente può pretendere dall’impresa, a garanzia delle somme pagate (caparra, anticipi e acconti), il rilascio di una fideiussione bancaria o assicurativa, meglio se ”a prima richiesta”, a condizione che l’esecuzione dell’opera concordata sia corretta, o alla consegna dell’opera ordinata (art. 1936, Codice civile). Una regola in sintonia con la tutela obbligatoria dei diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili da costruire (art. 2, comma, 1, Dl 122/2005),