Molti condomini costruiti nei decenni precedenti sono dotati di impianti di riscaldamento obsoleti ed a scarso rendimento energetico.

Fortunatamente oggi è possibile risparmiare energia e costi anche se il condominio è dotato di un impianto di riscaldamento centralizzato. Proprietari o affittuari, tutti sono direttamente interessati al riscaldamento dell’abitazione, poiché i costi vengono ripartiti fra tutti i condomini.

Generalmente, quando gli inquilini si lamentano per il troppo freddo, si aumenta il riscaldamento per assicurare loro il dovuto comfort. Ma questo accorgimento aumenta lo spreco di combustibile e quindi i costi. Preferibile effettuare un risanamento energetico dell’edificio, per ottenere una temperatura adeguata, secondo le necessità, in tutto il fabbricato. Si ottiene così risparmio di energia e benessere per tutti con notevoli vantaggi per il bilancio familiare e per l’ambiente.

Negli edifici di vecchia costruzione, dotati di impianti di riscaldamento centralizzati, il riscaldamento è sbilanciato: ai piani alti gli occupanti hanno freddo, ai piani bassi ed intermedi vengono aperte le finestre. Oggi, invece, è possibile mantenere i vantaggi di un impianto centralizzato e scegliere le temperature e gli orari più adatti alle esigenze dei condomini. Si installa, in sintesi, un sistema di apparecchiature che leggono la quantità di calore effettivamente consumata (i contatori di calore) in ogni appartamento e con questo sistema è possibile aprire o chiudere l’impianto e regolare la temperatura ambientale (tramite le valvole termostatiche) come meglio si crede.

Le valvole termostatiche abbinate ai contatori di calore risolvono i problemi relativi agli eccessivi costi di riscaldamento ed allo squilibrio termico ed energetico. Infatti le spese condominiali di riscaldamento sono ripartite tra le unità immobiliari in proporzione alla lettura dei contatori di calore. Una parte minoritaria della spesa continua ad essere suddivisa secondo i millesimali generali, a compensazione dei costi comuni.

La legge n.99/09 ha stabilito che basta la maggioranza ridotta dei condomini intervenuti nell’assemblea condominiale per deliberare sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico. Dunque gli interventi possono essere decisi con il voto favorevole di poco più di un sesto dei partecipanti e dei millesimi. La nuova legge ha, infatti, stabilito che basta la maggioranza semplice delle quote millesimali dei condomini intervenuti all’assemblea per approvare gli interventi sugli edifici volti al contenimento dei consumi e all’uso delle fonti rinnovabili

Naturalmente all’assemblea (in seconda convocazione) deve essere presente di persona o per delega almeno un terzo dei condomini che possiedano un terzo dei millesimi. Fatti alcuni elementari calcoli, si può dire che una decisione sul risparmio energetico potrebbe in teoria essere assunta con il voto positivo dei condomini che possiedono appena 167,7 quote su 1.000, se all’assemblea partecipa solo un terzo dei condomini che possiedono solo un terzo dei millesimi.

Fonte: Assocond-Conafi – Avv. Paola Pontanari