Appena liberata dal carcere sta tornando ad essere il principale personaggio politico dell’Ucraina. Iulia Timoshenko (foto by InfoPhoto), ex primo ministro, liberata nella serata del 22 febbraio al culmine della rivolta, ha già parlato al telefono con Angela Merkel (che l’ha invitata a curarsi in Germania per i problemi alla schiena che l’hanno momentaneamente bloccata su una sedia a rotelle); in una situazione di calma temporanea, arrivata dopo la fase più cruenta di scontri in cui si sono superati i cento morti, la fuga del presidente Viktor Yanukovich ha accelerato il processo di rovesciamento del potere. E’ prevista per il 25 febbraio la nomina di un nuovo Governo, in attesa di nuove elezioni.

La Timoshenko sta lavorando ad un Esecutivo di unità nazionale, sebbene abbia dichiarato di non voler ricoprire la carica di premier. E’ evidente che il nuovo Governo guardi molto ad occidente. E’ anche attesa a Kiev Catherine Ashton, commissario Ue agli Esteri.

E la Russia? Mosca sembra avere scaricato Yanukovich, ma il Cremlino non intende certo mollare la presa sull’Ucraina, Paese vicino al collasso economico e finanziario. Tanto per mettere le cose in chiaro, la Russia ha fatto sapere di avere bloccato l’erogazione della prima parte di un credito di 15 miliardi di dollari, accordato all’Ucraina dopo una trattativa con Yanukovich.