A sette anni dal clamoroso successo di  Gomorra,  Roberto Saviano torna in libreria con il nuovo romanzo shock  Zero Zero Zero, un viaggio nell’inferno del narcotraffico, alla scoperta della merce più desiderata dei nostri tempi: la cocaina. La notizia è stata anticipata all’ultimo salone internazionale del libro di Francoforte e poi confermata dallo stesso autore che ha sciolto ogni dubbio sull’oggetto della sua nuova indagine: la magnifica ossessione del nuovo secolo, quella della cocaina. Dopo la provincia di Napoli di Gomorra e le periferie delle grandi città di Vieni via con me, Saviano parte questa volta per un lungo viaggio intorno al globo: dal Messico alle spiagge di Miami, dalla Colombia alla Russia, dall’Africa alle strade di Milano, New York, Parigi.

Ancora una volta è Feltrinelli ad accogliere Roberto Saviano tra i suoi autori di punta, spiegando in una breve sinossi cosa dobbiamo aspettarci dal 5 aprile 2013, data ufficiale di uscita di Zero Zero Zero:  “Il viaggio di un grande scrittore nei gironi infernali del mondo contemporaneo. L’assalto del narcotraffico ai santuari dell’economia mondiale. L’istantanea di un’epoca ossessionata dalla dipendenza. Dal guadagno. Dal consumo. La cocaina è la merce più usata, trafficata, desiderata del nostro tempo. Il sogno dell’eccesso senza limiti che corrode le nostre vite e la nostra società. Il petrolio bianco che accende i corpi ma distrugge le menti.”

Quattrocentocinquanta pagine (costo 18 euro) per parlare di cocaina. Uno straordinario romanzo-verità, capolavoro di uno degli autori più amati, capace di appassionare come un romanzo senza perdere la profondità di un saggio ricco di documentazione. Scrivere di cocaina è infatti diventato per Saviano quasi un’ossessione, come lui stesso spiega nella quarta di copertina:

Scrivere di cocaina è come farne uso. Vuoi sempre più notizie, più informazioni, e quelle che trovi sono succulente, non ne puoi più fare a meno. Sei addicted. Anche quando sono riconducibili a uno schema generale che hai già capito, queste storie affascinano per i loro particolari. E ti si ficcano in testa, finché un’altra – incredibile, ma vera – prende il posto della precedente. Davanti vedi l’asticella dell’assuefazione che non fa che abbassarsi e preghi di non andare mai in crisi di astinenza. Per questo continuo a raccoglierne fino alla nausea, più di quanto sarebbe necessario, senza riuscire a fermarmi. Sono botte di adrenalina che mi sparo direttamente in vena. Fiammate che divampano accecanti. Assordanti pugni nello stomaco. Ma perché questo rumore lo sento solo io? Più scendo nei gironi imbiancati dalla coca, e più mi accorgo che la gente non sa. C’è un fiume che scorre sotto le grandi città, un fiume che nasce in Sudamerica, passa dall’Africa e si dirama ovunque. Uomini e donne passeggiano per via del Corso e per i boulevard parigini, si ritrovano a Times Square e camminano a testa bassa lungo i viali londinesi. Non sentono niente? Come fanno a sopportare tutto questo rumore?”

Saviano torna dunque a misurarsi con il suo pubblico con un titolo che già impazza in rete (le prenotazioni on line si moltiplicano giorno dopo giorno) avviandosi, a giudicare dalle premesse, a conquistare le vette delle classifiche:  «Zero zero zero», una sorta di gioco di parole sulla «farina doppio zero», purissima, come la cocaina, l’oro bianco della contemporaneità.  “Guarda la cocaina – si legge sul sito della Feltrinelli – vedrai polvere. Guarda attraverso la cocaina, vedrai il mondo”.