Rocco Hunt arriva in sala stampa cantando  il suo pezzo in gara Nu Jorno buono. Applausi da parte di tutti i colleghi delle tv, del web e delle radio, l’entusiasmo accende gli addetti ai lavori. Mezz’ora di conversazione spaziando dall’impegno sociale, alle influenze della sua musica, alle collaborazioni e ai sogni.

19 anni ma con una maturità da far invidia a molte persone. Profondo, diretto, genuino: Rocco Hunt è un ragazzo che, comunque vada, su questo palco di Sanremo 2014 si contraddistinguerà. Quando gli chiedono cosa si aspetta dal dopo Sanremo risponde: ”Per ora mi godo Sanremo e un po’ di sole. Sono stato con i miei genitori in spiaggia. Il mio sogno era portare mia madre e mio padre qui come rivalsa sociale. Porto un rap positivo perché c’è bisogno di messaggi positivi, soprattutto nella mia generazione“.

Non ci nasconde che è scaramantico e il suo portafortuna è un cornetto che ha portato anche ieri sera sul palco. ”Ieri sera dopo l’esibizione mi ha chiamato piangendo Clementino: ‘E’ come se avessi vinto io’. Per la mia generazione, per chi ha bisogno di riscatto, è una grande vittoria. Ero molto teso ieri sera, ma ho cercato di trasformare la tensione in adrenalina. Mi sono rincuorato vedendo tutto il pubblico in sala applaudire”.

“Il video della canzone in gara – continua Rocco – vuole dare un messaggio forte: ad esempio il campanile che si vede è stato sequestrato a Casal di Principe dalla camorra. Il mio vuole essere un messaggio anche contro le mafie. In questi anni ho utilizzare i social per avvicinarmi alla mia generazione per dare un messaggio positivo, ma in questi anni sono andato a portare il mio rap anche nelle carceri, nelle piazze, a parlare con i figli dei boss arrestati e con gli ultimi”.

Infine in merito alla sua esperienza nella città dei fiori, con gli occhi lucidi parla dei genitori e della dimensione famigliare che ha voluto portare per sentirsi meno solo: “Sanremo è una rivalsa sociale: vedere Giusy Ferreri (qui la sua canzone in gara)conversare con mia madre mi ha fatto capire l’umiltà di una persona che prima di diventare quello che è diventata ha fatto la commessa in un supermercato. Come me d’altronde, annch’io ho fatto il fruttivendolo.”

Un grande Rocco Hunt, uno dei ragazzi che più si è contraddistinto in questo Sanremo 2014.

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