Terremoto alla “Pubbliservizi”, società che si sarebbe dovuta occupare della gestione di immobili, aree urbane ed uffici per conto della Città Metropolitana di Catania. Dalla manutenzione delle strade alle opere edili e di impiantistica a favore delle scuole catanesi oltre che alla pulizia e all’igiene ambientale. Stamattina, infatti, è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei persone, di cui due in carcere: tra gli arrestati Adolfo Maria Messina, ex presidente della “Pubbliservizi”, e un consulente della partecipata pubblica, Alfio Massimo Trombetta, entrambi ritenuti “promotori e organizzatori del sodalizio criminale”.

Il cerchio magico e il ricatto agli imprenditori

Gli artefici del sodalizio criminale – che gli inquirenti hanno definito un “cerchio magico”– sarebbero stati l’ex Presidente della “Pubbliservizi” Aldo Messina e il consulente Alfio Massimo Trombetta che avrebbero indirizzato l’affidamento di lavori e servizi ad imprese terze, tutte corrotte, traendone svariate utilità. Sui conti dei due arrestati, tra l’altro, oltre a registrare ingiustificati versamenti sui propri conti correnti o su quelli di stretti congiunti per oltre 200mila euro, i finanzieri di Catania hanno accertato la corresponsione da parte degli imprenditori corrotti di altri benefici quali la consegna gratuita di una BMW X3, il pagamento di pranzi, cene, vestiti firmati, il contributo di oltre 10mila euro per l’acquisto di un Rolex e il sostenimento dei costi per feste private.

Tra gli indagati anche Raffaello Giovanni Pedi (responsabile manutenzione edilizia della “Pubbliservizi”), ritenuto “pienamente consapevole del disegno criminoso”, il cui beneficio essenziale sarebbe stato quello di mantenere intatto il proprio inquadramento contrattuale senza essere né demansionato né spostato d’incarico come fatto dall’ex Presidente della “Pubbliservizi”, in altri casi, per “attorniarsi di una ristretta cerchia di persone fidate”.

Il cerchio magico avrebbe incassato 200mila euro

Nel corso delle indagini è emerso che, a fronte di cospicue elargizioni, gli imprenditori corrotti sono stati affidatari di lavori nel settore della manutenzione edilizia e degli arredi per oltre 800mila euro beneficiando, inoltre, di pagamenti “preferenziali”, ovvero più celeri rispetto agli altri fornitori della “Pubbliservizi”. Il sequestro preventivo, anche per equivalente, è pari a 200mila euro: una cifra indicativa, considerando che i finanzieri hanno indagato per appena 6 mesi.

Il Procuratore della Repubblica di Catania, Carmelo Zuccaro, ha chiesto a gran voce di prestare massima attenzione al “mafioso che si camuffa da anti-mafioso e al corrotto che si traveste da anti-corrotto”. E poi ha aggiunto: “Il momento dell’impunità è finito”. Aldolfo Messina, ex presidente della “Pubbliservizi”, tra l’altro, era stato nominato dal presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, ed era stato vittima di un attentato: due pallottole avevano raggiunto la sua auto. Quasi un avvertimento, un’intimidazione. E anche in quel caso ottenne il sostegno di Crocetta, noto come paladino dell’antimafia.