Mercoledì una macchina, una Lancia Lybra, investe un gruppo di persone all’altezza della stazione metro Battistini della linea A dopo non aver rispettato un alt della polizia. Dentro c’erano – con ogni probabilità – tre giovani rom che vivono nel campo della Monachina.

I loro familiari hanno chiesto perdono ai feriti e alla famiglia della vittima, ma questo non ha fermato la polemica politica e la rabbia sui social network. Bahto Halilovic, padre di Entuli e suocero di Maddalena si autoaccusa per l’incidente: “ieri ho preso la macchina e sono andato a bere. Mi sono fermato in un bar di Torrevecchia e ho ordinato una grappa, una birra e una bottiglietta d’acqua. Le ho scolate e mi sono rimesso in macchina. Ho visto che dietro avevo la polizia. Ho premuto sull’acceleratore. Non ho la patente, me l’hanno ritirata: non volevo che mi beccassero di nuovo. Mi ricordo solo che a un certo punto ho sbattuto con la testa e mi colava il sangue sulla faccia. Vedevo tutto sfocato“.

Gli inquirenti non gli credono. Pensano che alla guida ci sia stato suo figlio Entuli, e che sulla macchina ci fosse anche la moglie Maddalena – 17 anni – ed un terzo giovane che non è stato ancora identificato – ma sull’età della terza persona non c’è sicurezza. La ragazza è stata arrestata, mentre del giovane marito se ne sono perse le tracce – i due avrebbero un figlio di 10 mesi.

Intanto a Boccea, il quartiere dove mercoledì è avvenuto l’incidente mortale, si è svolta una specie di manifestazione spontanea, con esponenti di estrema destra che hanno lanciato fumogeni ed esposto striscioni con la scritta “Nessuno tocchi il mio popolo“. E’ stato predisposto una specie di palchetto da cui hanno parlato diversi esponenti di forze politiche di destra per chiedere le dimissioni del sindaco Marino e politiche più severe contro i rom. C’è stato pure chi ha raccolto firme per lo smantellamento dei campi nomadi.