Sarebbero quattro le persone di etnia rom a bordo dell’auto che mercoledì notte non fermandosi a un posto di blocco ha provocato un gravissimo incidente in via Battistini, a Roma, a seguito del quale è morta una donna filippina di 44 anni e altre otto persone sono rimaste ferite, alcune in modo grave.

A rivelarlo sarebbe l’unica persona che la polizia è riuscita a fermare, la ragazza diciassettenne che è stata sottoposta a un lungo interrogatorio allo scopo di avere informazioni sui latitanti, di cui uno sarebbe il marito. Il Tribunale dei Minori si è espresso e ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per la minorenne, che contestualmente è stata portata nel carcere di Casal del Marmo con l’accusa di concorso in omicidio volontario.

Gli investigatori sarebbero dunque sempre più propensi a credere che nella macchina dell’incidente ci sarebbero stati almeno due adulti. Rimane però il giallo sulla loro latitanza: secondo la polizia il terzetto starebbe ricevendo l’aiuto di qualcuno di potente nell’ambito dei clan criminali della zona.

Inutili per ora le ricerche nel vicino campo rom della Monachina e in via Cesare Lombroso, ma le perlustrazioni si sono spinte fino ai confini tra alto Lazio e Umbria. Raccolte e sotto esame anche le immagini di una telecamera di sicurezza che dà su via Battistini e che ha ripreso l’inseguimento notturno.

A quanto pare a favorire la latitanza del terzetto sarebbero i rapporti difficili e rancorosi tra due famiglie di nomadi, quello serbo di via Cesare Lombroso e i montenegrini della Monachina, entrambi facenti parte dello stesso clan, quello degli Halilovic. Nonostante i fuggiaschi sia tra loro imparentati pare che il dissidio tra i clan stia rendendo difficile stabilire chi debba essere consegnato per primo alle autorità, attribuendosi la responsabilità della guida dell’automobile.

Nel frattempo continuano le manifestazioni di protesta e sul luogo dell’incidente, vicino alla fermata della metropolitana di Battistini, la polizia ha ritrovato quattro molotov. Secondo i testimoni che hanno avvisato le forze del’ordine le bottiglie esplosive sarebbero state portate da alcuni ragazzi.