Sara Bosco, di appena 16 anni, è stata trovata senza vita in uno dei padiglioni abbandonati dell’ex ospedale Carlo Forlanini di Roma, chiuso lo scorso giugno.

A fare la macabra scoperta è stata la madre, che la stava cercando da due giorni dopo che questa era scappata dalla comunità di recupero per tossicodipendenti di Perugia nella quale era ospite da maggio.

Sara ha scelto così di rifugiarsi nella struttura dismessa, che in attesa di lavori di riqualificazione è stata occupata da senza tetto e drogati. La genitrice, Katia Bosco, anch’ella con una storia di dipendenza dalla droga alle spalle, l’ha rinvenuta per terra, senza vita. Le due avevano frequentato insieme i locali dismessi della struttura sanitaria, prima che Sara venisse ricoverata.

Inutile la chiamata al 118 e i tentativi di rianimarla con un massaggio cardiaco. Il corpo della ragazza dovrà essere sottoposto a un esame autoptico per determinare con certezza le cause della morte.

Nel frattempo la Procura di Roma ha avviato un’indagine sul decesso. La pista più probabile al momento è quella di un omicidio oppure di un malore dovuto a overdose di eroina.

In questo caso i sospetti della polizia si dirigono verso coloro che avrebbero venduto la dose letale, forse acquistata da alcuni pusher asiatici della stazione Termini.

La scomparsa della ragazza era stata anche discussa durante una recente puntata di Chi l’ha visto. Gli interrogatori della madre e di un giovane senza fissa dimora che stava nella stanza accanto a quella di Sara potrebbero gettare una nuova luce sulla tragica fine della sedicenne.