L’ho ammazzata perché mi voleva lasciare. L’ho tradita. Mi ha cacciato da casa e non ci ho capito più nulla”: così ha tentato di giustificarsi Augusto Nuccetelli, l’uomo che nella serata di ieri a Roma, in via Lunghezza, è entrato in un bar e ha ucciso la moglie Assunta Finizio con quattro colpi di pistola sparati a bruciapelo.

Fabbro di 51 anni lui, stessa età lei: si è conclusa in modo tragico la storia dei due coniugi, che lasciano un figlio di 17 anni. Nuccetelli ha tentato di fuggire subito dopo essersi macchiato del delitto, ma la polizia, allertata immediatamente dai testimoni, lo ha fermato prima che riuscisse a salire su un autobus.

Dalle ricostruzioni degli agenti arrivati sul luogo l’uomo avrebbe seguito la consorte, che era arrivata al bar della periferia di Roma a bordo di una 500: avvicinatasi al bancone, la Finizio non ha fatto in tempo a ordinare che si è trovata davanti il marito, armato di una 44 Magnum.

La polizia dovrà determinare come l’omicida sia venuto in possesso dell’arma da fuoco, che è stata gettata in un prato mentre l’uomo tentava la fuga.

Condotto in questura l’uomo ha raccontato che la moglie aveva scoperto la sua relazione con un’altra donna e aveva quindi preso la decisione irrevocabile di lasciarlo. Alcuni conoscenti hanno raccontato che i due avevano già avuto violenti litigi. Preso dalla disperazione e non sapendo cosa fare Nuccetelli si è così macchiato dell’atroce delitto.

I due vivevano a Corcolle, e per Augusto si trattava del secondo matrimonio dopo aver avuto due figli dal precedente rapporto.