Incresciosa aggressione omofoba, quella avvenuta a Roma nel pomeriggio di martedì, in una via poco distante dalla fermata della metropolitana di Flaminio.
Lorenzo C., questo il nome del ragazzo, originario di Foggia, ha denunciato infatti di essere insultato e picchiato da tre persone, descritti come giovani dai 25 anni.

Nella testimonianza fornita alle autorità la vittima ha dichiarato di essersi sentito tirare per i capelli e quindi lanciare a terra. Mentre due lo percuotevano con schiaffi e calci, l’altro lo insultava gridandogli “frocio di merda. Fai schifo, voi gay dovete fare tutti la stessa fine e quelli che incontreremo la faranno”.

Per fortuna l’aggressione ha avuto vita breve perché sono intervenuti alcuni passanti, tra cui una ragazza che ha aiutato Lorenzo, la chiamata delle forze dell’ordine ha infine convinto il terzetto a darsi alla fuga.

Il ragazzo ha già avvertito la polizia, ha fornito una descrizione degli aggressori (uno dei quali con un tatuaggio riconoscibile e una vistosa cicatrice sul volto), e al momento sta contemplando la possibilità di sporgere denuncia.

Il Gay Center di Roma ha fatto sapere che è già stata offerto supporto legale a Lorenzo, ma la situazione sembra allarmante, dopo il caso di pochi giorni fa avvenuto nei pressi della cosiddetta Gay Street: “C’è da rilevare che a Roma ci sono troppi casi di omofobia, la nostra città mostra un livello di allarme. La sindaca Raggi incontri questi giovani, il messaggio della Capitale contro ogni forma di violenza deve essere chiaro e fortissimo anche per rilanciare l’impegno per una legge contro l’omofobia”.

Sulla questione è intervenuta la storica attivista Imma Battaglia: “Roma è una città violenta e abbandonata a se stessa. La sindaca Raggi non risponde alle chiamate delle associazioni arcobaleno e questa assenza totale delle istituzioni mina la serenità della gente, schiantandosi in primis contro le diversità e le minoranze sociali, come gli omosessuali e gli extracomunitari. E questo degrado morale e culturale viene espresso proprio nella violenza di questi atti. Vogliamo conoscere il piano di retention previsto.”

Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, ha dichiarato che la situazione nella capitale è sempre più allarmante: “A Roma in questi giorni abbiamo assistito a dei violenti attacchi alla comunità LGBT, che non colpiscono soltanto le vittime dell’aggressione omofoba ma colpiscono tutti noi. C’è sempre più bisogno di un intervento delle istituzioni, e di un confronto tra le associazioni e il Comune di Roma. è diventato sempre più urgente l’approvazione di una legge sull’omofobia da troppo tempo impantanata in Parlamento per interessi di partito; legge che in realtà necessita di essere riscritta di concerto con le associazioni in termini più inclusivi ed efficaci“.