È arrivato alla Procura di Roma il dossier che rischia di aprire l’ennesimo scandalo riguardante la gestione di Atac. E a inviarlo alle autorità è stato lo stesso direttore generale Marco Rettigheri, fermamente intenzionato a far rispettare le norme nella disastrata azienda del trasporto pubblico della capitale.

La questione riguarda gli appalti delle gomme utilizzate dai mezzi dell’Atac: il fornitore ufficiale è infatti Gommeur, società diretta da Roberto Alviti, di fatto dipendente della stessa azienda, ma in aspettativa da molto tempo per non specificati motivi personali.

Secondo il dossier Atac ha pagato il doppio di quanto previsto dal contratto, circa 16 milioni e mezzo di euro: il tutto per cambiare circa 11mila pneumatici per usura e 15mila per rottura nell’arco del periodo che va dal 2013 al 2015. Cifre sulle quali gli ispettori si interrogano seriamente, vista la percorrenza media dei bus all’anno, che corrisponde a un terzo della durata media dei pneumatici garantita dal fornitore.

Altro settore che probabilmente sarà interessato da indagini ufficiali è quello dei distaccamenti sindacali: nei documenti presentati è infatti rivelato che nel mese di giugno del 2015 erano ben 117 i dirigenti sindacali delle varie sigle impiegati all’esterno dell’azienda. Un numero enorme, se si pensa che il massimo permesso è di 18: tra questi quasi 100 in più vi sarebbe dunque una certa percentuale di stipendi pagati da Atac a persone che svolgerebbero altre mansioni presso enti istituzionali, per un esborso di quasi 4,5 milioni di euro all’anno.

Destano preoccupazione i permessi sindacali, arrivati a toccare 131mila ore, cifra pari al lavoro annuale di 82 persone: in totale si tratta di un passivo per Atac di 3,7 milioni di euro. Fa discutere persino la gestione della mensa, che è affidata in modo anomalo ai sindacati: tutte le 18 sedi di ristoro sono gestite dalle sigle di rappresentanza, che incassano così 4,2 milioni all’anno, più il costo di ogni singolo pasto (2,10 euro) versato da ogni lavoratore.