Il dramma della morte del bambino nella metro di Furio Camillo a Roma ha colpito tutta l’Italia e in particolare la capitale. Il sindaco Ignazio Marino ha così deciso di proclamare il lutto cittadino nella giornata in cui si terranno i funerali del piccolo Marco.

Secondo le ricostruzioni dei tragici momenti in cui è avvenuto l’incidente, la madre del bambino, Francesca Giudice, è stata per ore inginocchiata sull’orlo dell’ascensore in cui il figlio di 5 anni è precipitato. La donna ha continuato a ripetere: “E poi, un attimo dopo, era scomparso nel nulla, nel buio, non so dove”.

Sono queste le parole che la madre del bambino drammaticamente morto nella stazione metropolitana di Furio Camillo a Roma ha detto per l’intero pomeriggio. In serata è stata poi ascoltata in una caserma sulla Tuscolana, dove ha ricevuto il sostegno da parte del marito e di una psicologa, ma non è riuscita a dire molto di più riguardo alle dinamiche di quanto accaduto e ha dichiarato che era sola con il figlio nell’ascensore, faceva molto caldo e poi l’ascensore si è bloccato improvvisamente. La donna ha gridato: “Aiutateci, siamo rimasti dentro”. Il tecnico dell’Atac intervenuto a questo punto avrebbe dovuto aspettare l’arrivo degli esperti della manutenzione, invece ha deciso di intervenire subito, nonostante non spettasse a lui un compito del genere.

Ignazio Marino è poi arrivato alla stazione ed è stato insieme a Francesca e al marito, Giovanni Grandeforte. Il sindaco di Roma è però stato contestato da alcuni presenti che gli hanno gridato “Buffone, buffone”. Più tardi, Marino su Twitter ha dichiarato che proclamerà il lutto cittadino: “Siamo davanti a una tragedia che riguarda tutta Roma. Ho deciso di proclamare il lutto cittadino per il giorno dei funerali”.

Una delle donne che hanno urlato contro il sindaco di Roma ha spiegato le ragioni del suo dissenso: “L’ho contestato perché questa metro fa schifo. Io ho un enfisema polmonare e sono costretta ogni volta a salire a piedi le scale mobili, sempre rotte. E anche gli ascensori. Ai funerali faremo sentire la voce di tutte le mamme. Questo bambino che muore è figlio di tutte noi”.

Intanto il tecnico addetto dell’Atac intervenuto è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. L’uomo non è ancora stato interrogato, poiché ha avuto un malore ed è stato in ricoverato in stato di choc. Contro di lui ci sono le parole dell’assessore Guido Improta: “Si è trattato di una manovra che non è prevista dai protocolli, un eccesso di generosità che ha provocato una tragedia”.