I Carabinieri del ROS hanno arrestato due foreign fighters a Roma che stavano pianificando attacchi terroristici contro “gli infedeli” in Iraq. L’operazione anti-Isis ha portato alla notifica di due ordinanze di arresto per associazione con finalità di terrorismo a Vulnet Maqelara, conosciuto come Carlito Brigrante, detenuto in carcere a Roma e a Firas Barhoumi che si troverebbe in Iraq come foreign fighter. Una terza notifica è stata rivolta a Abdula Kurtishi, arrestato la scorsa notte a Roma per possesso di documenti falsi, 26enne macedone in contatto con Brigante.

Il centro dell’inchiesta, partita a Novembre, è l’arresto di Brigante da parte dei Carabinieri dopo un controllo di routine. L’uomo era ricercato dall’autorità giudiziaria macedone per reati contro la persona ed il patrimonio, ma nel corso della perquisizione della casa dove si rifugiava,  l’attenzione dei carabinieri è stata richiamata da alcune lettere scritte a mano, con frasi in arabo, e da alcune fotografie che facevano sospettare una sua adesione al radicalismo islamista.

Ulteriori indagini hanno portato a scoprire il collegamento con Firas Barhoumi che in quel periodo si trovava in Iraq nelle file dell’esercito dell’Isis. Lunghe chat, conversazioni, video e un periodo di detenzione comune avrebbero portato Brigante a radicalizzarsi al punto tale da essere pronto a partire per combattere tra gli islamisti dell’Isis.

L’idea è quella di un attacco terroristico con un autobomba contro i miscredenti tanto che Brigante riceve da Barhoumi questo messaggio vocale: “Prendo una macchina con l’esplosivo dentro per fare un’operazione contro i ‘kuffar’ (miscredenti (ndr)”.