Scoop dell’Espresso. Nel numero oggi in edicola racconta che sarebbe in atto una caccia all’uomo nella città di Roma. L’obiettivo è rappresentato da due presunti terroristi islamici – che hanno dichiarato di essere di nazionalità libica. L’allarme sarebbe scattato perché negli scorsi giorni i due soggetti avrebbero cercato di comprare armi di fuoco sul mercato nero della Capitale.

Secondo un’altra fonte i due sarebbero anche anche in un’armeria di Roma per chiedere il prezzo di giubbotti antiproiettile e visori notturni. E sarebbe stato quest’ultimo passaggio a tradirli, perché sarebbe a questo punto scattata la segnalazione ai servizi antiterrorismo.

Su di loro è stato preparato un identikit, ma non si conoscono ancora i loro nomi. Si sospetta che i due presunti terroristi islamici possano ancora essere nel centro di Roma. Le ricerche infatti si stanno concentrando nel quartiere dell’Esquilino e del Pigneto. Due zone multietniche con due moschee molto frequentate. La nota dell’Arma li considera dei “soggetti islamici pericolosi, sospettatati di terrorismo“, e se venissero trovati spiega che bisogna “fermarli con le dovute precauzioni, perquisirli sul posto e accompagnarli in caserma, informandone subito il comandante“.

Gli inquirenti hanno mostrato forte preoccupazione per questo fatto. Il tutto va visto alla luce degli ultimi avvenimenti, come l’uccisione brutale di 21 cristiani copti sulla costa libica, e il video dell’Isis con le minacce all’Italia “Siamo a sud di Roma!” hanno scritto nel video delle decapitazioni.

Secondo una fonte qualificata nell’antiterrorismo, in Italia le forze di polizia stanno controllando “i potenziali attentatori e i foreign fighters che hanno combattuto in Siria e in Iraq, li seguiamo uno a uno“. Si tratterebbe di una cinquantina di soggetti, e alcuni di loro sarebbe di nazionalità italiana.

Si teme però che ci possano essere delle azioni militari da parte di cani sciolti che non sono stati ancora identificati. Dopo quello che è avvenuto all’inizio di gennaio a Parigi, con il massacro del Charlie Hebdo, e poi a Copenaghen il rischio di emulazione è molto elevato.