Sono 57 i casi di contestati in circa 10 anni: questo il risultato delle indagini della Procura di Roma su Valentino Talluto.

Il 32enne sieropositivo è infatti accusato di aver avuto rapporti sessuali non protetti tra il 2006 e il 2015, nonostante fosse a conoscenza di essere affetto dall’HIV e dei rischi che comportava.

L’accusa formale rivolta all’indagato è quella di epidemia dolosa e lesioni gravissime, per la quale, dopo la probabile richiesta di rinvio a giudizio, rischia una condanna gravissima, di almeno 20 anni di carcere.

In tutto sarebbero 30 le donne che hanno avuto rapporti con Talluto e che sono state contagiate, mentre altre 20 per loro fortuna non hanno contratto il virus. Tra gli infettati ci sono anche tre uomini infettati indirettamente, avendo avuto rapporti con le ex partner di Talluto, tutt’ora detenuto a Regina Coeli.

Increscioso il quarto episodio, ovvero quello di un bambino partorito da una donna che avuto avuto rapporti con il 32enne durante la gravidanza. Oggi di tre anni di età, a otto mesi gli sono state diagnosticate l’HIV e l’encefalopatia, riconducibili alla sieropositività della madre.

Secondo i calcoli della Procura i danni materiali provocati al Servizio sanitario ammonterebbero a undici milioni di euro, tra visiti specialistiche, farmaci e terapie. L’unica accusa da cui Talluto si sarebbe sempre smarcato è quella di abuso, rivoltagli da una ragazza.