[AGGIORNAMENTO ore 18.00]: come ipotizzato Paolo Berdini ha presentato le proprie dimissioni dopo le dichiarazioni pubblicate da La Stampa. Durante l’incontro con Virginia Raggi l’assessore all’Urbanistica ha presentato le proprie scuse: “Provo profonda amarezza per la situazione che si è venuta a creare. Ne ho preso atto e, pertanto, ho rimesso il mandato conferitomi dalla sindaca lo scorso luglio“.

Dal canto suo il primo cittadino di Roma ha respinto le dimissioni, anche se con riserva. La spiegazione in una nota: “Ho incontrato l’assessore Berdini chiedendogli chiarimenti. Si è scusato ed ha rimesso nelle mie mani le deleghe che gli avevo assegnato lo scorso luglio. Ho respinto le sue dimissioni con riserva“.

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Le parole dell’assessore all’urbanistica Paolo Berdini hanno provocato un grande trambusto all’interno della giunta di Roma, che fa quadrato intorno alla sindaca Virginia Raggi, le cui competenze e la cui affidabilità sono state messe in discussione da uno dei suoi collaboratori più stretti.

Le affermazioni raccolte da La Stampa si sono aggiunte alla già spinosa presa di posizione dell’assessore in merito alla questione del nuovo stadio di Roma e hanno determinato una frattura che molto difficilmente potrà essere sanata da una discussione amichevole.

Prima di dare inizio al confronto, iniziato alle 15, la Raggi aveva commentato seccamente le notizia: “Mi aspetto una smentita, a me ha sempre detto il contrario”.

Tra le ipotesi più probabili che si rincorrono all’interno del Movimento 5 Stelle romano c’è quella di un congelamento delle deleghe dell’assessore, alla quale si accompagna quella definitiva di una richiesta implicita di dimissioni.

Il consigliere Enrico Stefano ha infatti alluso chiaramente alla soluzione, escludendolo implicitamente dal gruppo amministrativo capitolino: “Spero che questo lo valuti lui. È chiaro che quando c’è un gruppo si lavora in squadra, questo mi pare evidente. Virginia è assolutamente all’altezza della situazione lo ha dimostrato, lo sta dimostrando e lo dimostrerà in futuro. Noi siamo 29 consiglieri che lavorano a testa bassa per il bene della città, andiamo avanti compatti e coesi”.

In attesa di conoscere le prossime mosse della giunta romana le forze politiche d’opposizione hanno colto la palla al balzo. Il senatore di Forza Italia Francesco Giro ha esemplificato questo atteggiamento con parole inequivocabili: “I romani non possono essere mortificati fino a questo punto è oltre ogni limite. Hanno il diritto di sapere se c’è un sindaco alla guida della loro città e oggi hanno avuto una ulteriore prova che questo sindaco non c’è più. Non c’è un timoniere. È caduto in mare“.