Omicidio a Roma dove una donna di 64 anni è stata trovata morta nella sua abitazione, soffocata nella notte con un cuscino. Ad avvertire le forze dell’ordine e a chiamare i soccorsi è stato il figlio della vittima che, in un primo momento, avrebbe raccontato agli agenti – intervenuti sul posto – di aver sentito soltanto alcuni rumori provenire dalla camera da letto della madre.

Il figlio avrebbe confessato l’omicidio

Svegliatosi, avrebbe trovato la 65enne già deceduta, distesa sul pavimento, semivestita e con il cuscino sul volto. Una versione che non ha convinto gli inquirenti fin dall’inizio. Poi è arrivata la confessione dopo ore di interrogatorio: “L’ho uccisa perché non voleva dirmi chi fosse mio padre” avrebbe detto agli inquirenti il figlio di 24 anni, al terzo anno di Statistica all’Università La Sapienza di Roma. Ora è accusato di omicidio volontario.

Aveva inscenato un furto

La vittima – ex dipendente Asl – abitava nel quartiere Alberone, a Roma, insieme al figlio che, stando alle prime ricostruzioni dei militari, potrebbe aver soffocato la madre con un cuscino per poi inscenare un furto (peccato che la casa fosse chiusa a chiave dall’interno), aprendo persino i cassetti della camera da letto in cui è stato ritrovato il cadavere della donna.