Tempi difficili per le giunte di Roma e Milano, che nonostante la distanza geografica condividono le stesse preoccupazioni. I due vicesindaco della capitale politica – Luigi Nieri – e di quelle cosiddetta “morale” – Ada Lucia De Cesaris – della penisola italiana hanno infatti rassegnato le dimissioni nelle ultime ore.

Diversissime le ragioni che hanno portato all’abbandono del mandato e all’addio ai sindaci Ignazio Marino e Giuliano Pisapia, entrambi baluardi delle amministrazioni del centrosinistra.

Su Nieri infatti si staglia l’ombra lunga di Mafia Capitale: citato più di una volta durante l’inchiesta, il politico non è mai stato ufficialmente iscritto nel registro degli indagati, tuttavia il suo nome è stato legato dall’ex prefetto Pecoraro a quello del capo delle cooperative Salvatore Buzzi (si è parlato di un “rapporto fiduciario”).

In un lunghissimo post su Facebook l’ex vicesindaco ha spiegato le ragioni del suo gesto, dovuto principalmente alla volontà di allontanare sospetti ingiusti su Marino e il suo operato: “Non posso più tollerare che la mia persona sia usata, in maniera volgare e oscena, come strumento per attaccare Roma e un’amministrazione che ha fatto battaglie di cui la sinistra italiana può andare fiera. Se avessi pensato soltanto a me, avrei continuato senza farmi scalfire da nulla. […] Il tritacarne mediatico vomita ogni giorno articoli, riportando intercettazioni riciclate da oltre 6 mesi, sbattute sulle prime pagine di quotidiani nazionali e caricate dalla superficialità di titoli che cercano di far passare per nuove cose vecchie di totale irrilevanza penale e giudiziaria. Tutto per tentare di destabilizzare l’amministrazione Marino, per metterla all’angolo”.

Divergenze inconciliabili, invece, quelle che hanno causato la rottura del rapporto tra la De Cesaris – una delega all’urbanistica, all’edilizia privata e all’agricoltura – e Pisapia a Milano, come comunicato in una nota stampa dalla diretta interessata: “Si tratta di una decisione presa dopo approfondite riflessioni sugli ultimi mesi di lavoro, che hanno messo in evidenza difficoltà non più sormontabili nella prosecuzione della mia attività amministrativa per il venir meno del rapporto di fiducia con una parte della maggioranza in Consiglio comunale.

A scatenare l’ultima discussone l’autorizzazione per un’area cani nel parco Trapezio, negata della De Cesaris al centrodestra che aveva presentato la proposta. Dopo la votazione l’emendamento è passato. Ma si tratta solo degli ultimi screzi tra la De Cesaris e la maggioranza, che si sono concentrati nel corso del tempo sulle autorizzazioni al Leoncavallo così come sull’ipotesi del nuovo stadio del Milan in zona Portello, voluto dall’ex vicesindaco.