Sembra non esserci pace per la nuova sindaca di Roma Virginia Raggi, che dopo tante polemiche deve affrontare la sua prima crisi interna alla giunta.

Nella giornata di ieri sono infatti arrivate la lettera di dimissioni di Marcello Minenna, assessore al Bilancio, e la revoca della nomina del magistrato Carla Raineri a capo di gabinetto.

Per quanto riguarda il primo si è trattato di una decisione che sembra arrivata come un fulmine a ciel sereno, dato che il politico nella stessa giornata discuteva ancora su Facebook le prime decisioni di bilancio – nel merito il finanziamento dei lavori sulla linea A della metropolitana – contestando le critiche arrivate: “I 18 milioni di euro per la manutenzione della metro a non sono assolutamente un prestito ad Atac e sono già nella disponibilità dell’azienda. La delibera di giunta, approvata poco prima di Ferragosto, è stata resa esecutiva con una determina dirigenziale della Ragioneria Generale del Campidoglio il 17 agosto. […] ‘Interpretare’ i 18 milioni come un prestito è veramente fantasioso: i romani si aspettano di più, siamo dunque al lavoro per un rapporto con le banche più in linea con ciò che merita ATAC.”

L’allontanamento della Raineri, già al centro di polemiche virulente a causa del suo stipendio annuale da 193mila euro, invece è stata una decisione presa insieme dopo una consultazione con l’Anac.

La Raggi ha così spiegato la vicenda: “Trasparenza. È uno dei valori che ci contraddistingue e che perseguiamo. Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere un parere all’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, su tutte le nomine fatte finora dalla Giunta. [...] Sulla base di due pareri contrastanti, ci siamo rivolti all’Anac che, esaminate le carte, ha dichiarato che la nomina della dott.ssa Carla Romana Raineri a capo di gabinetto va rivista in quanto ‘la corretta fonte normativa a cui fare riferimento è l’articolo 90 TUEL’ e ‘l’applicazione, al caso di specie, dell’articolo 110 TUEL è da ritenersi improprià. Ne prendiamo atto. Conseguentemente, sarà predisposta l’ordinanza di revoca”.

Il premier Matteo Renzi, interrogato sull’accaduto, non ha voluto commentare quanto sta succedendo in Campidoglio, mantenendo una posizione di riserbo sulla nuova giunta della capitale: “Rispetto il lavoro del sindaco, ha vinto lei, a lei onori e oneri, non metto bocca sulla squadra, chi vince ha la responsabilità e il dovere di governare”.