Continua l’epopea della Roma a 5 Stelle, e questa volta al centro dell’attenzione c’è la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024.

Arriva infatti questa mattina il secco no di Beppe Grillo, che sul proprio blog ospita e rilancia un articolo di Elio Lannutti di Adusbef fortemente critico: un diniego che amplifica quanto già espresso dai membri del direttorio sul palco di Nettuno e che sopratutto scavalca l’opinione della neo-sindaca Virginia Raggi.

La quale però ancora non si pronuncia, anche perché – così si dice – vi sarebbe un accordo tra Campidoglio e Coni per attendere la fine delle Paralimpiadi prima di emettere un verdetto (e nel frattempo Matteo Renzi sta cercando di fare cambiare opinione all’amministrazione capitolina, pur senza intromettersi ufficialmente).

La chiusura alle Olimpiadi dovrebbe essere una delle condizioni poste dal Movimento alla Raggi per porre fine alla tensione che in questi giorni è sempre più alta.

Oggi è stato proprio Grillo a smentire una frase che avrebbe pronunciato in riunione – “se fa così è pazza” – a seguito del balletto della giunta Raggi, con l’ultima proposta della suddetta di un cambio di posizione offerto a Raffaele Marra, da vicecapo di Gabinetto alle risorse umane.

Ma il leader del Movimento ha smentito seccamente, confermando la propria fiducia alla sindaca: “Virginia pazza? Ma va, è una frase mai detta. Qui sono impazziti tutti, ormai inventano qualsiasi cosa. Ho fiducia in lei, mai detta una cosa del genere”.

Le accuse alla Raggi però non sono di poco conto, come quelle espresse da Massimo Bugani, capogruppo a Bologna e fedelissimo della Casaleggio associati: “Qualcosa non sta funzionando. Se io avessi visto Virginia Merola (il sindaco Pd di Bologna) togliere deleghe e nomine a dieci o dodici persone nel giro di quaranta giorni, sarei molto preoccupato per la mia città, quindi sono legittimamente preoccupato per quello che sta succedendo a Roma”.

Ritorna anche l’ipotesi di togliere il simbolo del Movimento alla Raggi: “Spero proprio che non si arrivi a questo e che ci siano i margini per fare bene ciò che fino ad oggi non è stato fatto bene. Spero, spero proprio di no“.

Nel frattempo però è stato eliminato il mini-direttorio di Paola Taverna e gli altri, che seguiva da vicino la prima cittadina e che in qualche modo ne controllava ogni mossa. Grillo – così affermano le cronache – avrebbe sbottato: “Accontentiamola, ma adesso è davvero sola in mare aperto”.