Roma sempre più Capitale delle polemiche. Al di là delle dichiarazioni che vedono coinvolti il Vaticano e il sindaco Ignazio Marino, in queste ore c’è un’altra questione che infiamma le discussioni per le strade della città: il tema dei rifiuti e dell’immondizia.

In proposito, il presidente di Ama Daniele Fortini, nel corso di un’intervista concessa al programma 24Mattino di Alessandro Milan su Radio 24, ha rilasciato delle dichiarazioni destinate a sollevare un gran polverone.

Daniele Fortini ha detto che “Se la città è sporca è perché qualcuno la sporca. Lo vedo anch’io che Roma non è pulita come dovrebbe esserlo. Ma il 55% dei cittadini, intervistato sul tema, dice: ‘la colpa è dei romani‘ e non: ‘la colpa è dell’azienda e dei suoi dipendenti’. Io la penso come la maggioranza dei romani”.

Il direttore di Ama, la società che si occupa di raccolta, trasporto, trattamento, riciclaggio e smaltimento rifiuti a Roma, non ha quindi dubbi. Alla domanda sul fatto che ritenga che la sporcizia nella Capitale sia principalmente responsabilità dei romani ha risposto: “Assolutamente sì”.

Un parere che però non trova certo tutti concordi. Emanuele Iannuzzi, il responsabile del comitato Riapriamo Villa Massimo, Wanda Morbilli di Cittadinanza Attiva, Lorenzo Mancuso del comitato Cittadini stazione Tiburtina e Maria Antonietta Laganà membro attivo del Decoro urbano II Municipio replicano infatti sostenendo che: “Ama incassa 800 milioni di euro l’anno con la tassa dei rifiuti e ci tocca pure pulire, oltre che subire gli insulti”.

Dello stesso avviso anche i circa 250 cittadini che fanno parte del Gruppo di lavoro Quartiere Italia che si sono occupati di pulire in prima persona piazza Massa Carrara lo scorso sabato e che nel prossimo weekend ripuliranno anche piazza Bologna.

Tra di loro c’è Mauretto Dolci, che racconta: “Non è la prima azione che facciamo e non sarà l’ultima, ma non vogliamo sostituirci alle istituzioni, ma sensibilizzarle affinché eroghino servizi visto che incassano le tasse”.

Il segretario della Funzione Pubblica di Cgil Roma e Lazio Natale Di Cola in un’intervista a Roma Radio Capitale ha invece dichiarato che: “Nel 2013 avevamo 1800 spazzini in più: è evidente che spostare il personale alla raccolta porta a porta significa diminuire drasticamente lo spazzamento della città. Ci viene da pensare che il servizio di spazzamento sia stato allentato scientificamente per poter dire poi che la città era sporca”.