Nuovo dramma legato all’immigrazione, anche se per una volta il mare non c’entra nulla. E’ successo ieri pomeriggio a Roma, nel centro immigrati di via Patini, dove uno straniero si è dato fuoco per motivi ancora sconosciuti, e solo il tempestivo intervento degli agenti di polizia lì presenti e del 118 ha impedito che il gesto estremo di un uomo disperato si trasformasse in tragedia. L’uomo, che dalle prime testimonianze sarebbe un tunisino di circa 30 anni, è stato ricoverato d’urgenza in ospedale con ustioni in diverse parti del corpo, soprattutto al torace e agli arti inferiori, ma non sarebbe in pericolo di vita. Nella circostanza sono rimasti lievemente ustionati anche due agenti della polizia che erano intervenuti in suo soccorso.

L’uomo era cosciente quando è stato tradotto in ospedale, ma al momento non ha spiegato le ragioni del suo gesto. Tuttavia, secondo le prime ricostruzioni, sembra che alla base di ciò che ha fatto ci fosse l’ennesimo tentativo infruttuoso di regolarizzare la propria posizione: dopo essere stato più volte espulso dal nostro paese, l’uomo si era visto respingere ancora una volta la sua domanda di permesso di soggiorno. A quel punto, in un raptus di rabbia e follia, si sarebbe cosparso di un liquido infiammabile, per poi appiccare il fuoco con un accendino. Immediatamente due agenti della polizia si sono gettati su di lui, e insieme ad alcuni militari presenti sono riusciti a bloccarlo e a spegnere le fiamme con gli estintori, salvandogli la vita. I due poliziotti sono rimasti lievemente feriti, uno ha riportato delle ustioni alle mani e l’altro qualche escoriazione. Entrambi sono stati portati all’ospedale Sant’Eugenio insieme all’immigrato.