Mentre le primarie del Pd continuano a essere al centro del dibattito e delle polemiche sia per quanto riguarda il video di Fanpage a Napoli, che per quanto concerne le schede bianche a Roma, anche sul fronte della Sinistra Italiana è spuntata l’ipotesi di proporle in modo da presentare un candidato unico.

Sinistra Italiana sembra intenzionata a proporre un candidato unitario come prossimo sindaco di Roma e per decidere chi sarà potrebbe ricorrere al meccanismo delle primarie, delle votazioni che per il Partito Democratico stanno però avendo in questi giorni l’effetto di un boomerang.

In corsa per la “nomination” della Sinistra alla fascia di primo cittadino di Roma c’è naturalmente Stefano Fassina, che già da diverse settimane si è proposto come il candidato di Si-Sel. Contro di lui ci potrebbe però essere un rivale clamoroso, proprio il tanto discusso ex sindaco uscente, Ignazio Marino. I due nella giornata di ieri si sono incontrati faccia a faccia, insieme al coordinatore di Sel Nicola Fratoianni, e la dichiarazione ufficiale al termine dell’appuntamento è che tra loro c’è una “grande condivisione”.

In attesa di comunicare la sua decisione di tornare in campo o meno come possibile candidato a sindaco di Roma, Marino attraverso Twitter ha tenuto a ringraziare: “i tantissimi che mi stanno facendo gli auguri. Una carica di affetto e fiducia che fa bene e dà forza”.

Un altro candidato alle primarie di Roma di Sinistra Italiana potrebbe essere Massimo Bray. Il nome dell’ex ministro della Cultura del governo Letta si sta facendo già da qualche tempo, però il diretto interessato sembra ora intenzionato a declinare l’offerta di una candidatura. Nei prossimi giorni comunque è previsto un incontro proprio con Ignazio Marino per discuterne. Tra i possibili candidati potrebbe esserci poi pure l’ex capogruppo capitolino di Sel Gianluca Peciola.

Stefano Fassina sta quindi valutando l’ipotesi primarie, che avrebbero anche una possibile data, il 3 aprile, e in merito ha dichiarato: “C’è una riflessione in corso di personalità autorevoli che fanno parte del campo del Pd, una riflessione per valutare se candidarsi insieme a noi. È un segno di grande attrattività del nostro progetto, lo considero un indicatore di successo. Se sceglieranno di candidarsi nella nostra area, faremo le primarie e sarà un momento di forza e di miglioramento della nostra credibilità”.

Il presidente del Partito Democratico Matteo Orfini boccia però questa idea di nuove primarie a Roma: “Per noi sono ipotesi che non esistono e ci stupisce non siano state già smentite. Noi le primarie le abbiamo già fatte e ora chi si candida al di fuori, si candida contro il centrosinistra, lo fa senza alcuna possibilità, per far vincere la destra e Grillo”.