Da 25 a 500 euro: queste le sanzioni previste per coloro che a Roma tra il 29 dicembre e il 1 gennaio faranno esplodere i cosiddetti botti di Capodanno, i giochi pirotecnici molto in voga in questo periodo.

Si tratta di una battaglia che si combatte in molte città d’Italia, e che quest’anno arriva anche nella capitale. A firmare l’ordinanza è infatti la sindaca 5 Stelle Virginia Raggi.

Nel documento ufficiale si legge infatti che “dal 29 dicembre fino alla mezzanotte del 1° gennaio nel territorio di Roma capitale è disposto il divieto assoluto di usare materiale esplodente, fuochi artificiali, petardi, botti, razzi e altri simili artifici pirotecnici e in genere artifici contenenti miscele detonanti ed esplodenti”.

Un provvedimento che va a contrastare con l’essenziale laissez faire dell’anno precedente, quando il sindaco Ignazio Marino aveva predisposto il divieto solo per la zona di Circo Massimo in cui si svolge il tradizionale concerto di fine anno.

A dare una base scientifica alla misura presa dalla Raggi è il consigliere e presidente della Commissione Ambiente della capitale, Daniele Diaco: “Il potenziale danno acustico, la paura e la conseguente fuga che i fuochi d’artificio inducono in specie animali sia domestiche che selvatiche, devono essere evitati. Gli animali in preda a crisi di ansia e panico possono fuggire, mettersi in pericolo e creare incidenti stradali”.

Ma c’è spazio anche per i rischi riguardanti gli esseri umani: “Inoltre evidenze scientifiche dimostrano come le microparticelle di metalli usati per confezionare i colori dei fuochi d’artificio persistano nell’ambiente e possano essere inalati. Per non parlare del potenziale rischio di incendi che i fuochi d’artificio possono determinare, e delle ripercussioni in termini di pulizia, soprattutto delle strade. Senza dimenticare che ogni anno, a causa dei botti, i pronto soccorso si ritrovano a dover gestire situazione drammatiche”.

Si attende ora il riscontro della popolazione romana, che potrebbe mostrarsi recalcitrante ad accogliere il divieto assoluto.