Suscita sempre più sdegno il caso della ragazza bruciata viva a Roma. Lasciano davvero sconcertati le dichiarazioni fatte dall’ex fidanzato della giovane, che ha confessato l’omicidio dopo un interrogatorio proseguito per otto ore e ha affermato di avere compiuto il folle gesto perché lei ormai aveva un altro interesse sentimentale.

Vincenzo Paduano, il 27enne che ha confessato di aver ucciso l’ex ragazza Sara Di Pietrantonio, bruciandola viva in una strada di Roma, alla fine avrebbe dichiarato in lacrime agli agenti che lo stavano interrogando: “Sì, l’ho uccisa io. Un po’ di tempo fa ci eravamo lasciati, ma io non sopportavo che fosse finita. Lei stava con un altro”.

Paduano è ora stato fermato dalla Squadra mobile di Roma con l’accusa di omicidio volontario premeditato, aggravato in più anche dallo stalking. Sembra che un episodio di violenza nei confronti di Sara fosse avvenuto già alcuni mesi fa, quando i due stavano ancora insieme, ma lei non aveva trovato il coraggio per denunciare Vincenzo.

A lasciare shockati, e anche amareggiati, sono pure le ricostruzioni di quanto avvenuto subito dopo che la ragazza è stata bruciata per le vie di Roma. Come ha raccontato Maria Monteleone, sostituto procuratore di Roma: “Sara prima di essere raggiunta dal suo assassino ha provato a chiedere aiuto agli automobilisti, ma nessuno si è fermato. Se qualcuno lo avesse fatto, forse Sara sarebbe ancora viva”. A confermare le sue parole ci sarebbero anche i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, che testimoniano come due automobilisti hanno proseguito per la loro strada. Interrogati dagli agenti, i due automobilisti hanno dichiarato di non essersi accorti della richiesta d’aiuto da parte della ragazza.

Maria Monteleone ha quindi aggiunto: “Speriamo che questa morte così atroce non sia inutile, invito le ragazze a denunciare, a non tenere nascosti comportamenti minacciosi di chi afferma di volerti bene mentre così non è. E poi faccio un appello a chi si imbatte in ragazze bisognose di aiuto, non siate indifferenti. Se non ci fosse stata quest’indifferenza, probabilmente Sara non sarebbe morta”.

La madre di Sara Di Pietrantonio, Tina Raccui, ha parlato dell’assassino della figlia dicendo: “Era un ragazzo geloso, ma era anche gentile e premuroso. Ha vissuto a casa nostra per quasi due anni: era il figlio maschio che non ho mai avuto”.

Il fratello della ragazza bruciata viva a Roma, Andrea, ha invece dichiarato: “Sara era una ragazza tranquilla, non sembrava avere problemi. Noi ora siamo distrutti. Quelli che non si sono fermati per aiutarla? Non so, preferisco non commentare”.