Nella serata di ieri la sindaca di Roma ha finalmente annunciato le nuove nomine che sono andate a coprire le assenze provocate dalle dimissioni di Paola Muraro all’Ambiente e quelle del vicesindaco Daniele Frongia: rispettivamente i due nomi scelti sono quelli di Pinuccia Montanari e Luca Bergamo, già assessore alla Crescita culturale.

Nel suo post pubblicato su Facebook Virginia Raggi ha dapprima cercato di lanciare un messaggio di ottimismo – “Diamo un nuovo slancio al governo di Roma. La nostra amministrazione va avanti sempre più determinata. Tutti insieme cambieremo questa città” – per poi entrare nel merito delle sue decisioni.

La nomina di Bergamo è avvenuta con l’approvazione della maggioranza, “che ha pienamente condiviso la mia scelta.” Più articolata la presentazione della Montanari, chiamata a confrontarsi con “il tema dell’Ambiente e della gestione dei rifiuti” che “rappresenta una delle priorità della nostra amministrazione.”

I compiti della nuova assessore alla Sostenibilità ambientale sono quelli di “trasformare Roma in una città sostenibile, resiliente e inclusiva” nonché “il risanamento di Ama: l’azienda capitolina deve superare le difficoltà che hanno impedito ai suoi dipendenti di svolgere efficientemente il proprio lavoro e ai cittadini di fruire di prestazioni degne di una capitale europea.”

Luca Bergamo in passato ha già lavorato con il ministro Melandri occupandosi dell’Agenzia Nazionale per i giovani, e la sua collaborazione con il Movimento 5 Stelle non deriva da precedenti appoggi alla candidatura della Raggi o dello stesso partito.

La Montanari si è distinta negli anni partecipando a innumerevoli conferenze su temi ambientali, occupandosi sopratutto di riciclaggio e riduzione dell’impatto ambientale, oltre a essere stata assessora ai Parchi storici proprio a Roma tra il 2009 e il 2012, e in precedenza a Reggio Emilia tra il 2004 e il 2009.

La neo-assessora ha dichiarato che il suo principale impegno verterà su “l’applicazione della normativa europea e l’adozione di un grande piano comunale per la riduzione dei rifiuti per passare dall’economia lineare a quella circolare e rigenerativa. Mi piacerebbe che i rifiuti venissero chiamati materiali post-consumo per garantire un futuro sostenibile soprattutto per le nuove generazioni”.