Non esiste ancora un candidato ufficiale del centrodestra per le prossime elezioni che determineranno l’identità del nuovo sindaco di Roma, ma a quanto sembra sarà necessario ricorrere al meccanismo della consultazione delle primarie per avere un candidato forte.

O almeno è quanto si augura Matteo Renzi, che ha riportato alla Camera i risultati delle consultazioni popolari organizzate dalla Lega Nord nella capitale durante lo scorso fine settimana.

I dati parlano di circa 10mila cittadini che hanno espresso la propria preferenza tra le fila di quelli che al momento sono i nomi più papabili per prendere il posto del Commissario Francesco Paolo Tronca.

I numeri però parlano di posizioni molto ravvicinate che non indicano una scelta davvero incisiva: Alfio Marchini si troverebbe infatti in testa con 1.450 voti, ma seguono a breve distanza Irene Pivetti 1.300, Francesco Storace de La Destra a 1.250, il candidato quasi ufficiale Guido Bertolaso a 1.050 e poi altre personalità come Giorgia Meloni a 950.

Insomma, uno scenario che convince ben poco Salvini, il quale vorrebbe che la città non ritornasse a essere territorio del centro-sinistra e al premier: “A metà dello spoglio nessun candidato arriva alla maggioranza. Non dico tutti sullo stesso piano, ma ci sono poche percentuali di differenza. Così il centrodestra perde e fa il più grande regalo possibile a Matteo Renzi”.

Fermo restando la natura improvvisata dell’iniziativa della Lega resta confermata la necessità per le forze che si oppongono al Presidente del Consiglio e a tutta l’area di sinistra di trovare un comune accordo per potersi appropriare di un centro importantissimo.

Ed è infatti il ragionamento al centro delle parole di Salvini, che ipotizza anche una consultazione popolare vincolante: “Sono pronto a fare un passo indietro a fronte di qualunque nome venga fatto dai cittadini romani. Se andiamo alle urne con 4 candidati la sconfitta è certa, non si va da nessuna parte. Io chiedo, e lo chiederò a Berlusconi e a Meloni, che tutti e 4 i candidati, se vogliamo vincere Roma, si mettano attorno al tavolo con altre forze civiche per decidere come tirare fuori una sintesi, ascoltando la voce dei cittadini. Ma se ognuno resta sul suo binario, allora siamo su un binario morto. Se ci presentiamo così, Renzi se la ride“.