Quartiere a luci rosse sì o quartiere a luci rosse no? Roma è divisa tra favorevoli e contrari alla proposta del IX Municipio sostenuta dal sindaco Ignazio Marino di creare una zona limitata della capitale in cui la prostituzione a partire dal prossimo aprile sarebbe consentita. Un’iniziativa che sta ovviamente facendo discutere parecchio e che ha sollevato un mare di polemiche e di voci contrarie. Nelle ultime ore è arrivato addirittura un triplo no, da parte del prefetto della Capitale, da Forza Italia e anche dal Vaticano.

Il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro è stato chiaro in merito, dichiarando che tali zone: “Non si possono fare perché significherebbe ammettere la prostituzione, cioè dire che è lecita.” Pecoraro inoltre sostiene che: “Nel momento in cui si indicano delle zone si configura il favoreggiamento, cioè indurre la prostituzione in quelle zone.” Per il prefetto della Capitale la creazione di queste cosiddette “zone di tolleranza” non sarebbe attualmente possibile e ci potrebbe essere un’unica soluzione: “Per cambiare questa situazione servirebbe una legge diversa, perché è una materia molto delicata per cui c’è bisogno di un dibattito in Parlamento per arrivare a una normativa che modifichi la legge Merlin.”

Tra chi si è espresso contro questa proposta che vorrebbe arginare il problema dello sfruttamento della prostituzione a Roma vi è anche Forza Italia, che ha annunciato l’intenzione di presentare: “Un esposto contro il sindaco Marino, il presidente del IX Municipio, Andrea Santoro e il comandante dei vigili della Capitale Raffaele Clemente, sull’intenzione di creare nel quartiere Eur una zona a luci rosse. Si ipotizza il reato di favoreggiamento della prostituzione.”
Sono contrari all’iniziativa pure gli ambienti del Vaticano. Suor Eugenia Bonetti nel suo editoriale su L’Osservatore Romano si è dichiarata indignata riguardo alla “Decisione di istituire aree a luci rosse nel quartiere Eur di Roma”.
A questo punto è difficile capire se il progetto “a luci rosse” potrà prendere davvero il via a partire dal prossimo aprile. L’unica cosa certa è che le polemiche non sono destinate a terminare tanto presto.