Un nuovo ciclone si sta abbattendo su Roma e su Ignazio Marino. Dopo Mafia Capitale, un altro scandalo sta travolgendo in queste ore il Campidoglio, ma il sindaco assicura che resterà in carica fino alla fine del suo mandato, nel 2023.

L’ultima bufera riguarda i salari accessori che sarebbero stati “indebitamente erogati” dal Comune di Roma tra il 2008 e il 2013 al suo personale. Il ministero dell’Economia accusa il Campidoglio di aver speso ben 360 milioni di euro in bonus per i suoi dipendenti che non dovevano essere concessi.

Si tratta di un quantitativo di denaro ingente, che venne erogato nel corso dell’amministrazione del centrodestra del precedente sindaco Gianni Alemanno, ma le cui conseguenze rischiano di abbattersi ancora una volta su Marino, la cui poltrona di sindaco è stata messa in discussione negli ultimi giorni persino dal premier Matteo Renzi, oltre che dalle opposizioni.

I circa 360 milioni di euro erogati in maniera indebita in “salario accessorio” sono stati bocciati dagli ispettori del Mef, e quindi ora devono essere restituiti dal Comune di Roma. Il fatto che tali bonus fossero illegali era già stato accertato dagli ispettori delle finanze tra il 2013 e il 2014, come già stabilito dal governo nel Salva Roma concesso alla fine del 2013, in cui c’era scritto che “Gli enti locali che non rispettano i vincoli finanziari posti alla contrattazione collettiva integrativa sono obbligati a recuperare integralmente le somme indebitamente erogate”. Non si tratta quindi di una novità, ma lo scandalo rischia di travolgere in queste una città già nell’occhio del ciclone per svariati motivi.

Il buco economico che si aggira intorno ai 360 milioni è l’ennesima tegola che cade sulla Capitale e su Marino. Il sindaco però conferma l’intenzione di restare in carica e allontana le voci di dimissioni: “Resto fino al 2023, non ho cambiato idea: un chirurgo va giudicato quando il malato esce dalla sala operatoria, va a casa e riabbraccia la famiglia”.

In una nuova intervista concessa a Il Mattino, Marino ha commentato la questione dicendo: “Sono tranquillo, quelle del Mef sono carte che conosco molto bene. Io, come capo dell’amministrazione, sono l’unico sindaco d’Italia che ha firmato unilateralmente il contratto che agganciava i salari accessori al merito. L’8 luglio del 2008 gli ispettori del Mef fecero una relazione che venne tenuta nel cassetto dalla giunta Alemanno e che non venne mai discussa”.

Marino afferma inoltre che: “Se c’è una citta che ha fatto un percorso virtuoso questa è Roma. Sarebbe un mondo all’incontrario quello in cui l’unico sindaco che ha avuto il coraggio di farsi occupare il Campidoglio da 20.000 persone pur di bloccare i privilegi, valorizzando il merito, adesso venga penalizzato”.

Riguardo a una possibile soluzione al problema, il sindaco Marino dichiara: “Con il ministro Padoan nelle scorse settimane abbiamo fatto un grande lavoro. Ora con lo Ragioneria dello Stato troveremo soluzioni affinché il lavoro che Roma ha messo in atto valga per tutto il Paese”.