Scoppia la bufera a Roma in merito allo sciopero dei trasporti pubblici di venerdì scorso che ha paralizzato la città ben più del previsto e di quanto preventivato dall’amministrazione.

La mole di disagi e le modalità dell’agitazione hanno destato i sospetti delle autorità, e già da oggi è in corso un’indagine interna che dovrà stabilire se siano stati rispettate le fasce orarie garantite e su chi, nel caso, pesi la responsabilità degli errori.

Per ora di certo c’è solo la confusione che hanno dovuto fronteggiare Roma e i suoi cittadini venerdì: pare che alcuni macchinisti abbiano incrociato le braccia un quarto d’ora prima rispetto all’orario concordato di inizio dell’agitazione. Ma non si tratterebbe della sola infrazione: secondo dei testimoni alcune corse della metropolitana sono state formate, costringendo i passeggeri a scendere, senza arrivare alla stazione di destinazione.

L’Atac deve rispondere di queste accuse, e l’azienda ha già comunicato di essere disposta a prendere provvedimenti pesanti. Ma non è ancora chiaro se le falle dello sciopero siano da attribuire a un cattiva gestione da parte della catena di comando o se sia opera di agitatori.

È infatti in corso l’analisi dell’audio del messaggio (registrato da un telefonino) che è stato diffuso nelle stazioni della metropolitana e che avrebbe intimato l’evacuazione di tutti i treni. Secondo un macchinista la decisione sarebbe stata presa dalla Direzione Centrale del Traffico per evitare un sovraffollamento potenzialmente pericoloso di banchine e treni, seguendo una procedura effettivamente utilizzata in questi casi.

A polemica però si aggiunge polemica ed è lo stesso sindaco di Roma, Ignazio Marino, ad alimentarla, promettendo licenziamenti in tronco a partire da domani; il Codacons invece ha reso noto che potrebbero configurarsi le premesse per una denuncia per attentato alla sicurezza dei trasporti, l’interruzione di pubblico servizio e la violenza privata nei confronti degli utenti

Sotto accusa da parte di Atac i tempi dedicati al lavoro effettivo dai lavoratori del trasporto pubblico della città: “A Roma i macchinisti sono 490 e, da contratto, devono lavorare 6 ore e 10 minuti, per 6 giorni a settimana. Le ore effettive di guida, però, sono solo 3, se non si aggiungono gli straordinari. Il resto sono tempi tecnici, manovre“.

Un’accusa ripresa dal primo cittadino: “A Milano un macchinista della metro lavora oltre 1150 ore l’anno, a Roma solo 720 ore“.