La Capitale finisce nel mirino della Guardia di Finanza che è a caccia di “carte” nell’ambito di un’inchiesta sugli appalti per la Metro C di Roma. Sono già scattati sequestri di documenti e perquisizioni in Campidoglio, su disposizione della Procura della Repubblica di Roma. Sequestrate anche le “carte” relative agli scontri tra l’assessore alla Mobilità, Guido Improta, e a quello del Bilancio, Daniela Morgante.

La Guardia di Finanza è entrata persino nella sede di “Roma Metropolitane” per far luce sull’accaduto. Sono indagate, sugli appalti per la Metro C, 12 persone – per truffa aggravata ai danni di un ente pubblico – tra ex amministratori locali, dirigenti di “Roma Metropolitane” dell’epoca e dei vertici di Metro C. Tra gli indagati ci sarebbero, stando alle prime indiscrezioni, l’ex assessore alla Mobilità della Giunta Marino, Guido Improta e l’ex dirigente del Ministero dei Trasporti, Ercole Incalza.

Per “Roma Metropolitane”, invece, sarebbero indagati il direttore tecnico Luigi Napoli, il responsabile unico del procedimento Giovanni Simonacci, il consigliere di amministrazione Massimo Palombi, i consiglieri del Cda Luadato e Nardi e anche il responsabile unico del procedimento Sciotti. Per “Metro C”, invece, sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati il presidente Franco Cristini, l’ad Filippo Stinellis e il direttore generale Francesco Maria Rotundi oltre al direttore dei lavori Molinari.

Secondo gli inquirenti che stanno indagando sugli appalti della Metro C, gli indagati “mediante artifici e raggiri” avrebbero indotto in errore il Cipe “quanto all’emanazione della delibera autorizzativa del pagamento, lo Stato, la Regione Lazio e il Comune di Roma, enti co-finanziatori della costruzione della linea C della metropolitana di Roma, circa il dovuto pagamento dell’importo di 230 milioni di euro a titolo di somme così procurando un ingiusto profitto al General contractor Metro C, in quanto la somma non era dovuta”.

Nel dettaglio, quindi, sarebbero 320 milioni i fondi pubblici oggetto dell’inchiesta per gli appalti sulla metro C: ad essere perquisita la sede di “Metro C spa” in via Gordiani, al Prenestino. Due i versamenti incriminati: il primo risale al 3 gennaio 2014 e ammonta a 230 milioni, definito un “inganno” ai danni di Stato, Regione Lazio e Campidoglio; l’altro invece risale al 1° agosto 2014 per un importo di circa 90 milioni di euro. 

Sulla metro C indaga anche la Corte di Conti che ha parlato di “costi inaccettabili, quasi triplicati” mentre l’Autorità anticorruzione ha precisato che i costi sarebbero lievitati di circa 700 milioni di euro; 45 le varianti “senza adeguate indagini preventive”; “mancanza di trasparenza ed efficienza”; “irragionevoli vantaggi riconosciuti al contraente generale dell’opera”.