Risolto il problema delle nomine, ecco una nuova grana da risolvere per la giunta Raggi: i revisori dell’Oref, l’Organismo di Revisione Economico-Finanziaria del Comune di Roma, hanno infatti bocciato i conti del bilancio di previsione del triennio 2017 – 2019.

Si tratta di un unicum, le cui conseguenze sono al momento ignote ma potenzialmente molto gravi: il procedimento infatti andrà ripetuto e non è improbabile che si debba andare all’esercizio provvisorio con conseguenti limiti di spesa, vista la finestra molto ristretta (31 dicembre) che l’assessore al Bilancio Andrea Mazzillo si ritrova per ricominciare l’iter.

L’Oref nella sua nota a giustificazione della bocciatura ha scritto di non ritenere sufficienti “gli spazi di finanza pubblica necessari al rispetto dell’equilibrio finanziario in relazione alle necessità che potrebbero rivelarsi rispetto al riconoscimento dei debiti fuori bilancio”, rilevando anche possibili problematiche legate a “passività potenziali comunque presenti e a tutte le altre criticità evidenziate nel presente parere”.

Sostanzialmente le aree di bilancio contestate in Campidoglio riguardano debiti fuori bilancio, le spese per i cantieri della Metro C, e soprattutto la necessità di “razionalizzare il perimetro delle partecipate di Roma Capitale, provvedendo alla cessione delle partecipazioni e/o allo scioglimento delle società non strettamente necessarie al perseguimento dei fini istituzionali dell’ente”. Ancora una volta, dunque, le municipalizzate sono sotto accusa.

Dall’opposizione sono arrivate accuse molto gravi, anche di incapacità amministrativa. Michela D Biase del Pd ha avanzato la richiesta di “mandare subito il parere di nuovo in giunta perché così non è possibile procedere alla votazione del bilancio. Ci esporremmo a un possibile esposto della Corte dei conti. In sostanza nel dispositivo si dice che non si rispettano gli spazi di finanza pubblica“.

Dura la replica del capogruppo Paolo Ferrara, secondo il quale “le opposizioni, Pd in testa, si permettono di applaudire e gridare [...] di fronte al rischio di dover operare in dodicesimi, senza poter programmare gli interventi per la città, loro esultano. Questo è il loro rispetto per i romani. Ma si rassegnino: noi non molliamo e faremo di tutto per difendere i diritti dei cittadini“.