E alla fine il Tribunale di Roma ha salvato l’accordo pre-elettorale firmato dalla sindaca Virginia Raggi con il Movimento Cinque Stelle guidato da Beppe Grillo. “Tanto rumore per nulla. Dopo la batosta elettorale a Roma, il Pd ne subisce un’altra in Tribunale” è il commento del primo cittadino della Capitale; rigettato, dunque, il ricorso dell’avvocato Venerando Monello e salva la penale da 150mila euro nel caso di violazione del codice etico del Movimento Cinque Stelle.

Raggi: “Volevano ribaltare risultato delle urne”

La firma del contratto non rientrerebbe nei casi di ineleggibilità, così come avevano anticipato i legali di Virginia Raggi, Beppe Grillo e Davide Casaleggio. L’avvocato Monello, intanto, è stato condannato al pagamento delle spese legali che ammonterebbero a circa 12mila euro di cui 3.285 finiranno nelle casse del Comune di Roma.

Virginia Raggi era eleggibile

“I dem volevano ribaltare il risultato delle urne che ha visto il M5s vincere. Speravano di rendere nulla la nostra vittoria paragonando la stipula del Codice di comportamento del M5s ad un accordo di un’associazione segreta. Non sanno più cosa inventarsi [...] Il problema è che non riescono ad accettare la sconfitta ed il fatto che stiamo riportando la legalità” ha dichiarato Virginia Raggi. “Non esiste alcun contratto tra il sindaco di Roma e la Casaleggio Associati e sarebbe assurdo se ci fosse” ha concluso Davide Casaleggio.