Sono giorni di crisi questi per l’amministrazione cittadina di Roma guidata dalla nuova sindaca Virginia Raggi.

Dopo la notizia delle dimissioni di oggi di due membri della giunta, in queste ultime ore sono arrivati anche aggiornamenti riguardanti la decisione di lasciare il proprio posto presa da due vertici di Atac, il direttore generale Marco Rettighieri e l’amministratore unico Armando Brandolese.

La decisione in realtà era già nota da qualche giorno, a seguito di una lettera aperta inviata da Rettghieri all’assessore alla Mobilità Meleo, nella quale venivano contestate con cifre alla mano l’entità della spesa divulgata al pubblico per i nuovi convogli della metro A.

Al membro della giunta veniva anche imputato il ritardo nell’invio del bonifico dei 18 milioni previsti da parte di Roma Capitale ad Atac. Contraddizioni che avevano irritato profondamente il direttore, che si è definito un tecnico, non un politico, e quindi incapace di gestire una situazione in cui non è possibile “agire all’interno di un mandato chiaro, ampio e liberamente”.

A fare scalpore anche una la richiesta arrivata dall’amministrazione cittadina di poter spostare delle persone all’interno di Atac. Un segnalo di forte sfiducia e di scavalcamento delle prerogative, come ha spiegato Rettighieri: “Lo spostamento di alcune persone all’interno di un’azienda, partecipata o meno, non può essere influenzato in alcun modo da ingerenze esterne. Molti, tra cui alcune organizzazioni sindacali, vedono questo come un commissariamento di Atac e mio”.

Dalla giunta a 5 Stelle è arrivata la promessa di trovare al più presto, “a giorni e non a settimane” un nuovo management per l’azienda che gestisce il trasporto pubblico di Roma: l’apertura del nuovo anno scolastico dona un’ulteriore nota di urgenza alla ricerca, se si vogliono evitare danni ancora maggiori.