Lo Sportello Antiusura della Confcommercio ha delineato un quadro piuttosto preoccupante sulla situazione usura a Roma. Secondo i dati resi noti, l’usura nella Capitale sarebbe esponenzialmente in aumento negli ultimi cinque anni tanto che i casi sarebbero addirittura triplicati. A finire nelle grinfie degli usurai sarebbero soprattutto i lavoratori dipendenti, seguiti poi dagli imprenditori e infine dai pensionati. Molti di loro arriverebbero a dover pagare interessi che arrivano fino al 40 per cento e in genere i prestiti vengono richiesti per saldare rate del mutuo oppure della macchina ma anche per pagare le spese condominiali, l’affitto o per acquistare elettrodomestici.

Molti cittadini finirebbero incastrati nelle reti dell’usura anche perché impossibilitati a chiedere prestiti alle finanziarie o alle banche (perché debitori inaffidabili o già morosi in precedenza). E se per molti è facile cadere nell’usura, per altrettanti molti è poi molto difficile uscirne, soprattutto in tempi di crisi.

I dati resi noti dallo Sportello Antiusura della Confcommercio hanno mostrato anche come ad aumentare siano le richieste di aiuto provenienti da coloro che dall’usura non riesco più ad uscire (più 20 per cento nel 2015). Aumenta anche la cifra media di indebitamento: 30 mila euro, a fronte dei 10 euro medi registrati fino a quindici anni fa.

Oltre a coloro che cadono nella rete dell’usura, i dati sull’indebitamento dei cittadini romani mostrano che in un caso su due il forte indebitamento è dovuto alle cartelle inviate da Equitalia. I più indebitati risultano essere i lavoratori dipendenti (41 per cento), gli imprenditori (27 per cento), i pensionati (23 per cento) e infine i disoccupati o i senza reddito (9 per cento).