I locali spesso si inventano dei divieti originali e a volte persino assurdi. Quello ideato da un ristorante di Roma però in pochi avrebbero potuto prevederlo. Nel ristorante “La fraschetta del pesce”, che si trova in via Giovanni Pittaluga, è infatti comparso ed è presente da alcuni giorni un cartello che vieta l’ingresso ai bambini.

L’incredibile divieto è stato esposto dal ristorante di Roma e sta creando un gran polverone nella Capitale e non solo. A firmare il discusso e parecchio discutibile cartello è il proprietario de “La fraschetta del pesce”, soprannominato Il Comandante.

Il gestore del ristorante di Roma nella targa posta all’ingresso del locale spiega i motivi del divieto ai bambini: “A causa di episodi spiacevoli dovuti alla mancanza di educazione, in questo locale non è gradita la presenza di bambini minori di anni 5, nonché l’ingresso di passeggini e seggioloni per motivi di spazio. Certi della vostra comprensione si ringrazia la clientela”.

La decisione da parte del ristorante di Roma è stata accolta con sdegno non solo dai cittadini, ma pure su social network e siti specializzati in recensioni. Su TripAdvisor, ad esempio, un utente condanna l’episodio scrivendo: “Un divieto pseudo razzista esposto con sfrontata evidenza, anacronistico e inconcepibile perché rivolto al fior fiore dell’umanità, all’anima della nostra specie”.

Le critiche ricevute in rete hanno suscitato la reazione da parte del gestore del ristorante di Roma, il cosiddetto Comandente, che ha detto: “Sono il Comandante, la mia scelta è stata studiata e ristudiata e di conseguenza approvata. Di sicuro non è immorale e non capisco il vostro accanimento. Se volevo bambini e passeggini aprivo una Nursery e non un ristorante”.

Il proprietario del ristorante di Roma vietato ai più piccoli ha anche parlato all’emitente radiofonica universitaria Radio Cusano Campus, dichiarando: “Non ce l’ho con i bambini, sono nonno e ho nipoti, guai a chi li tocca. Ce l’ho con i genitori che sono incapaci di educarli” e ha poi aggiunto: “Mio papà mi diceva di stare buono, altrimenti erano botte. Oggi i bambini fanno casino, i genitori li abbandonano all’interno del locale. Si nascondono sotto ai tavoli, rischiano di farsi male”.