Un nuovo scossone fa tremare la sempre più precaria nuova giunta Raggi: è infatti ormai stato confermato dalla Procura di Roma, su esplicita richiesta della Commissione Ecomafie, che Paola Muraro, assessora all’Ambiente, era stata iscritta nel registro degli indagati sin da aprile, e che la neo-sindaca era a conoscenza del fatto da luglio.

Proprio il 18 l’assessora aveva ricevuto un certificato penale da lei richiesto, che indicava l’apertura di un fascicolo in data 21 aprile in merito alle indagini sui rifiuti della capitale e della gestione della discarica di Roccia Cencia di Cerroni. Il giorno stesso la Muraro avrebbe comunicato la notizia a Virginia Raggi, come ha confermato poi la prima cittadina 5 Stelle alla Commissione Ecomafie. Il tutto a soli dieci giorni dalla nomina della nuova giunta.

Le due però avrebbero negato ripetutamente in pubblico di aver mai saputo nulla in merito all’inchiesta, smentendo categoricamente a vari organi di stampa che avevano fatto domande esplicite in merito. La Muraro aveva dichiarato di non aver mai avuto un avviso di garanzia, aggrappandosi a una sottigliezza definita sostanziale, e che in effetti a livello giuridico lo è, per quanto forse dal punto di vista politico perda in qualche modo di importanza.

La prima cittadina di Roma si è invece schermata dietro l’attesa dei dettagli dell’indagine, poco disposta a fare dietrofront, riferendo di aver chiesto consiglio anche all’ex capo di gabinetto, il magistrato Carla Raineri: “Non c’è nessun passo indietro, attendiamo di vedere le carte e prenderemo le valutazioni conseguenti. Su questo non intendiamo arretrare di un millimetro. Al momento sappiamo solo che c’è un fascicolo aperto a suo nome. Si tratta di una contestazione generica e non c’è ancora alcun avviso di garanzia. Abbiamo fatto questa valutazione in una riunione nella quale era presente anche l’ex capo di gabinetto”.

Ma l’accusa di aver ignorato palesemente un dettaglio del genere pesa particolarmente sull’esponente del Movimento 5 Stelle che dell’onestà e della trasparenza ha sempre fatto vanto, richiamandoli a motto del carattere di novità delle proprie proposte politiche. La Raggi avrebbe infatti informato anche i vertici del Movimento, e per quanto Carlo Sibilia si dice all’oscuro di tutto sembra essere lecito credere che sia Grillo che Di Mario fossero a conoscenza dell’indagine.

Le forze di opposizione chiedono ora le dimissioni, in una richiesta ironicamente trasversale che unisce sia Pd che Fi, passando per Fratelli d’Italia e Sinistra Ecologia e Libertà. Stella Bianchi del Pd ha infatti affermato che “mentire a sangue freddo sulla propria condizione di indagata come ha fatto la Muraro è un atto di enorme gravità”, mentre Francesco Giro di Fi ha rincarato la dose: “Fuori dalle stanze del Campidoglio gente indagata per reati ambientali gravissimi”.