Rosario pensava di aver trovato il lavoro della sua vita. Una busta paga – come mostra alla trasmissione tv “Le Iene” (Italia 1) – che oscillava tra i 1500 e i 1800 euro. In realtà quelle cifre non le avrebbe mai viste. Il suo datore di lavoro – che gestisce nel Catanese un distributore di benzina – gli avrebbe chiesto di restituirgli ogni mese quasi metà dello stipendio. Numeri alla mano, il suo stipendio effettivo sarebbe stato di appena 1.000 euro, il resto – che compariva solo sulla busta paga – sarebbe stato restituito cash al datore di lavoro. Se, ad esempio, la busta paga era di 1500 euro, Rosario ne incassava 1000 mentre i restanti 500 venivano restituiti, rigorosamente in contanti, al gestore del distributore di benzina.

Rosario, però, stanco di questo sistema, alcuni mesi fa ha deciso di iniziare a registrare le sue giornate di lavoro compresi i colloqui col titolare. A “Le Iene” ha spiegato che “si deve denunciare”, che è arrivato il momento di prendere coscienza e di non sottomettersi al sistema: “Se restiamo zitti che futuro diamo ai nostri figli?”. Il datore di lavoro, ovviamente, respinge ogni accusa.

Ora Rosario, che ha un figlio a carico, è di nuovo senza lavoro. È disposto a fare di tutto, dal panettiere al benzinaio: un uomo giovane, coraggioso, umile e soprattutto onesto. Per aiutarlo: redazioneiene@mediaset.it